Nuea, il cui nome completo era Thitnuea Tosthit Rajapat, camminava con passo deciso seguendo la guardia del corpo in completo nero lungo il corridoio dell’hotel, fino a fermarsi davanti alla stanza all’angolo. Il numero della stanza non gli era familiare e, una volta aperta la porta, vide il proprietario che, sebbene conosciuto, gli fece inarcare un po’ le sopracciglia. Non capiva perché la differenza di otto anni tra loro dovesse influenzare così tanto il loro modo di comunicare. Se avesse voluto parlare, non poteva semplicemente chiamarlo? Un messaggio su Line, uno su Facebook o un DM su Twitter avrebbero funzionato, se solo il più grande sapesse come usarli.