Esilio
L’insegnante di cinese, Zhaocai, una volta aveva dato un consiglio a quei pezzi grossi della classe che non sapevano scrivere testi poetici: aveva detto che, se proprio non riuscivano a tirar fuori neanche una parola, potevano lasciare la parte più sentimentale per la sera e aggiungerla dopo. Secondo lei, di notte le persone diventavano facilmente più emotive; di giorno, invece, no.
Sheng Wang trovava che avesse parecchio senso. Era in piedi alla fermata del pullman scolastico e, colpito dal vento di nord-ovest delle sei passate del mattino, sentì all’improvviso che tutte le cose che la notte prima lo avevano fatto rigirare insonne non erano poi così importanti.