THE ONLY ONE – CAPITOLO 71

Anniversario del negozio

Il cuore di Sheng Wang batteva così forte da sembrare sul punto di esplodere. 

Aveva la sensazione di essere un pallone aerostatico a cui qualcuno avesse appiccato il fuoco di nascosto: dal collo in su bruciava fino a girargli la testa, mentre braccia e gambe fluttuavano leggere. Quando si riscosse di colpo e ricadde a terra, il cielo era già chiaro.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 70

Erba selvatica

La mano di Jiang Tian, quasi d’istinto, si ritrasse un poco; il calore del suo corpo scivolò via lungo i polpastrelli per una frazione di centimetro, ma subito Sheng Wang gliela bloccò stringendola a sua volta.

Ti ho sentito quando mi hai detto buon compleanno, e so che hai allungato la mano nel buio della notte. Sheng Wang disse con voce roca: «Ti ho preso.»

THE ONLY ONE – CAPITOLO 68

(Modo di chiamarsi)

In realtà, Sheng Wang si era pentito subito dopo aver detto quella frase.

A volte, quando una persona agisce d’impulso, non riesce nemmeno a fermarsi da sola. Non sapeva quale fosse il vero motivo per cui l’aveva detta, né aveva pensato a quale risposta avrebbe preferito sentire.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 67

Tira e molla

I dormitori per insegnanti di quella scuola erano effettivamente di gran lunga migliori rispetto a quelli degli studenti comuni: oltre al bagno privato c’erano un piccolo angolo cottura, un mini-frigorifero e perfino una lavatrice sterilizzata. Persino i cosiddetti letti a castello erano più “lussuosi” di quelli dei dormitori studenteschi: almeno erano larghi abbastanza, e per salire sul letto superiore c’era una scaletta di legno, senza dover arrampicarsi su sbarre di ferro.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 66

“Vacanza”

La prima parte di quella frase era rivolta a Sheng Wang.

Perché aveva visto quel silenzio durato meno di due secondi prima che Sheng Wang aprisse bocca per consolarlo, aveva visto quell’ombra di esitazione e tristezza nascosta nello sguardo leggermente abbassato. Sembrava che riuscisse sempre a notare queste cose. Ogni pausa, ogni parola trattenuta, ogni sorriso forzato quando in realtà non era affatto felice: lui le vedeva tutte.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 61

Regalo

Lao Ding aveva un cellulare per anziani, con i caratteri grandi come campane di bronzo. Si diceva che all’inizio Jiang Tian avesse voluto comprargli uno smartphone normale e che, con infinita pazienza, gli avesse promesso che glielo avrebbe insegnato a usare finché non fosse diventato capace. Ma il vecchio non ne aveva voluto sapere: diceva di avere la vista ormai appannata e che sugli schermi di quegli smartphone non riusciva a leggere nemmeno una parola.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 60

Oscillazione

L’atmosfera di studio della classe B non era particolarmente intensa. Come aveva detto Shi Yu, durante le lezioni metà degli studenti teneva la testa bassa: c’era chi giocava alla PSP sotto il banco, chi smanettava con i giochi sul telefono, chi chattava su QQ o WeChat, chi infilava il cellulare in orizzontale nell’astuccio di tela lasciando lo schermo scoperto per leggere romanzi, e chi, approfittando dei capelli lunghi, nascondeva gli auricolari wireless per guardare video.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 59

Cambio di classe

Per tutta l’ora di fisica, sulla classe A aleggiò una sorta di bassa pressione. Certo, non era solo colpa di Sheng Wang, ma lui ne era senza dubbio la causa principale.

Di solito He Jin, durante le lezioni, infilava qualche battuta non proprio esilarante; quel giorno invece rimase seria dall’inizio alla fine. Sul podio scomponeva il ragionamento, mentre sotto gli studenti prendevano appunti con un fruscio continuo. Sheng Wang ne scrisse poche righe, perché lo schermo del cellulare continuava ad accendersi: nuovi messaggi senza sosta.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 58

Esilio

L’insegnante di cinese, Zhaocai, una volta aveva dato un consiglio a quei pezzi grossi della classe che non sapevano scrivere testi poetici: aveva detto che, se proprio non riuscivano a tirar fuori neanche una parola, potevano lasciare la parte più sentimentale per la sera e aggiungerla dopo. Secondo lei, di notte le persone diventavano facilmente più emotive; di giorno, invece, no.

Sheng Wang trovava che avesse parecchio senso. Era in piedi alla fermata del pullman scolastico e, colpito dal vento di nord-ovest delle sei passate del mattino, sentì all’improvviso che tutte le cose che la notte prima lo avevano fatto rigirare insonne non erano poi così importanti.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 57

[Appellativi]

La serratura del bagno scattò e, poco dopo, si udirono il fruscio dei vestiti e lo scorrere dell’acqua.

Jiang Tian fissò quella porta stretta color bianco-tè; un vapore caldo e pallido filtrava dalle feritoie in basso e sul pavimento davanti alla porta si era formata una macchia umida. Sbatté lentamente le sue lunghe palpebre, distolse lo sguardo dalla porta e chiese a Shi Yu: «Che gli è preso?»

THE ONLY ONE – CAPITOLO 56

Impatto

«Che succede a Sheng Wang?» chiese He Jin.

Il video dell’esperimento si era appena concluso e gli studenti seduti ai lati dell’aula tirarono su rumorosamente le tende oscuranti. Sheng Wang era piegato sul banco, tossendo, e sollevò una mano agitandola in aria per segnalare che andava tutto bene.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 55

Ripetizioni

Nei giorni successivi Sheng Wang dormì sempre male.

Di giorno, in realtà, era tutto normale. A un liceale può mancare qualunque cosa, tranne argomenti freschi e battute da idiota. Bastava anche solo uno scivolone verbale per far scoppiare tutta la classe in un coro di risate. In quell’atmosfera, finché non ci pensava apposta, Sheng Wang riusciva a non ricordare nulla.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 54

Vicolo

Quei piccoli bastardi ormai avevano l’appetito stuzzicato, ma Zhao Xi smise di parlare. Con le bacchette, con tutta calma, staccò i nervetti morbidi dagli spiedini di ferro; quando alzò lo sguardo, si trovò davanti più di trenta paia di occhi che lo fissavano pieni di entusiasmo.

«Che c’è?» Zhao Xi scoppiò a ridere.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 53

Cena di gruppo

I locali davanti al cancello dell’Affiliata funzionavano all’opposto rispetto agli altri posti: altrove il periodo più vivace erano le vacanze, lì invece lo erano i giorni di scuola.

Quel fine settimana c’era la pausa mensile e la maggior parte degli studenti era tornata a casa. La griglieria aveva un po’ meno clienti del solito, ma c’era comunque da fare la fila. Per fortuna il proprietario aveva aperto una “porta sul retro” e aveva riservato alla classe A lo spazio più grande.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 52

Classi mobili

Jiang Tian non aveva l’abitudine di dormire nello stesso letto con qualcuno. Anche da piccolo, quando aveva alloggiato per un periodo a casa di Lao Ding, si era sempre raggomitolato da solo su quel vecchio divano scassato: potevano pregarlo e convincerlo quanto volevano, ma non c’era verso di farlo dormire nel letto.

Ci fu una sola eccezione.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 50

Interferenze

Le persone che restarono a scuola durante la Festa Nazionale erano molte più di quanto Sheng Wang avesse previsto.

Credeva che si sarebbe ritrovato nella situazione tragica di un intero edificio occupato solo da lui e Jiang Tian; invece, solo al sesto piano c’erano cinque camere ancora piene, per non parlare del terzo anno.

Le ragioni per restare erano le più disparate: chi abitava troppo lontano, chi voleva approfittarne per studiare… tutte motivazioni normalissime.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 49

Sottile

In quella stagione il cielo si rischiarava ancora molto presto. Poco dopo le cinque, una luce mattutina limpida cominciò a salire a poco a poco dal balcone; i vetri delle finestre e le ringhiere di metallo si illuminarono gradualmente, e il riflesso cadde sul volto di Sheng Wang.

La temperatura del mattino non era alta, portava con sé un filo di frescura autunnale. Lui non era mai stato uno che dormiva composto: la coperta lo copriva solo a metà, braccia e polpacci erano scoperti, e dopo essersi rigirato tutta la notte, alla fine sentì davvero freddo. Si voltò, infilò insieme mani e piedi sotto la coperta, che lo avvolse morbida fino al mento, come un gatto accovacciato nella sua tana.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 48

Scambio

All’interno del “Ponte delle Gazze” si snodavano innumerevoli vialetti di ciottoli, che visti dall’alto sembravano tralci di vite che si diramavano ovunque. Non si sapeva bene che cosa avesse in mente chi li aveva progettati, ma di certo offrivano una gran comodità alle coppiette del campus.

A volte Xu Dazui portava la gente a fare dei controlli, ma con tutte quelle diramazioni non riusciva mai a bloccarle tutte: chiudeva a est e intanto scappavano a ovest. Quei coniglietti avevano una vigilanza impeccabile: appena fiutavano il pericolo, scappavano a gambe levate, impossibili da acchiappare. Inoltre, da lì passavano anche studenti che non erano affatto in coppia ma tagliavano per fare prima; così, anche quando ne beccavano qualcuno, non si potevano fare conclusioni affrettate. Il direttore Xu finiva sempre con il mal di testa e non gli restava che coinvolgere i professori coordinatori per fare “educazione congiunta”.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 47

Entrare per sbaglio

Nei pressi del quartiere stavano costruendo una nuova stazione della metropolitana e, nel farlo, avevano tranciato un cavo elettrico. Verso sera, all’Affiliata mancò improvvisamente la corrente.

La scuola, in realtà, era dotata di generatori di emergenza, ma proprio quel giorno erano in avaria e l’elettricità non riuscì a tornare subito. I docenti dei vari anni si riunirono per una breve consultazione e decisero di sospendere lo studio serale: una sera di “vacanza” improvvisa, che rese gli studenti felicissimi.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 46

Certificato di malattia

Il “consiglio geniale” di Gao Tianyang non venne accolto. Scuotendo la testa e borbottando tra sé, riportò indietro la sedia a rotelle. Jiang Tian si caricò Sheng Wang sulla schiena e risalì il pendio.

Quello era uno degli angoli più silenziosi della scuola: ai lati della salita c’erano alberi fitti e rigogliosi, e tralci di fiori si allungavano dalle siepi sempreverdi, pendendo a tratti lunghi e corti lungo tutto il percorso.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 45

Il mulo testardo

Ji Huanyu non se ne andò nonostante il trattamento freddo. Scese i gradini e si mise a seguire Sheng Wang e l’altro, chiamando Jiang Tian più volte lungo il tragitto; nel tono traspariva quella specie di rassegnazione da “con te non c’è niente da fare”.

Un tono che lo metteva in vantaggio: a un passante ignaro sarebbe sembrato il gentile padre che cerca di calmare un figlio capriccioso.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 44

Uno sconosciuto

I raggi del sole scendevano fino alle punte dell’erba, verde e rigogliosa, tanto da sembrare stillante di rugiada. Sheng Wang, abbagliato, socchiuse gli occhi; il calore gli salì dalla fronte fino dietro le orecchie.

Sospettò che fosse l’aria calda portata da Gao Tianyang. Si tirò il colletto e lo agitò un paio di volte, poi disse a Jiang Tian: «Ma che razza di scommessa è questa? In ogni caso sono sempre io a rimetterci.»

THE ONLY ONE – CAPITOLO 43

La scommessa

Per la maggior parte degli studenti, il senso delle “Giornate dello Sport” non stava nel competere o nel mostrare la propria giovinezza e vitalità, bensì in una rara occasione di relax e di respiro in mezzo a montagne di compiti e verifiche. In quei due giorni non erano previste lezioni: era praticamente come una mini-vacanza mensile. L’intera scuola era in fermento e si preparava con un impegno fuori dal comune. In confronto, gli insegnanti erano molto più tranquilli.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 42

Da prendere a schiaffi

Appena suonò la campanella, quasi tutta la classe si riversò attorno a loro.

«Uno, due, tre-» Song Sirui, come un direttore d’orchestra, schioccò le dita e diede il tempo; tutti allungarono la voce e iniziarono a fare baccano: «Offriteci un pasto! Offriteci un pasto! Offriteci un pasto!»

«Ma che cazzo, conti pure il tempo?» Sheng Wang, bevendo, rischiò di soffocare.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 40

Appellativi

Il dormitorio dell’Affiliata era spazioso. I letti di Shi Yu e Qiu Wenbin stavano da una parte, quelli di Sheng Wang e Jiang Tian, insieme a una fila di armadi, dall’altra; in mezzo c’era un tavolo lungo abbastanza per sei persone, sembrava letteralmente portato via da una biblioteca.

Appena Sheng Mingyang e Jiang Ou se ne andarono, Shi Yu rotolò giù dal letto in un attimo e si sporse sul tavolo chiedendo: «Ma allora voi due siete davvero della stessa famiglia?»

THE ONLY ONE – CAPITOLO 39

Fratelli

«E il telefono? Te l’hanno confiscato?» Gao Tianyang guardò la sua mano vuota.

«Sì.»

«”Big Mouth” è diventato il nemico pubblico numero uno!» sospirò Gao Tianyang al posto suo, coprendosi la tasca con aria traumatizzata. «Ah, a proposito… con chi stavi chattando su WeChat prima?»

THE ONLY ONE – CAPITOLO 38

Malinteso

La questione del convitto non andò affatto liscia: non appena venne proposta, incontrò l’opposizione di ogni genere di persone. Per “ogni genere” si intendeva Sheng Mingyang, Jiang Ou e zia Sun.

Sheng Mingyang fece tre videochiamate di fila. Sheng Wang ne accettò una e ne rifiutò due, ma anche così fu comunque bersagliato dalle ramanzine del padre fino a sentirsi la testa ronzare.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 37

Permanenza

Dieci anni prima, quel cortile era persino più angusto di adesso.

I palazzi residenziali di Wutonwai erano stati appena ridipinti; a prima vista apparivano ordinati e gradevoli, facendo risaltare ancora di più le poche vecchie case negli angoli più nascosti. Quella di Lao Ding era la più malridotta di tutte.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 36

Infanzia

I ragazzi di quell’età, al mattino presto, possono trovarsi in situazioni un po’ imbarazzanti.

Sheng Wang, d’istinto, si avvolse nel piumino e si rannicchiò su un fianco. Rimase intontito per qualche secondo, poi si rese conto che c’era qualcosa che non tornava: tirando il piumino, questo scivolò via senza incontrare alcuna resistenza, come se dall’altra parte non ci fosse nessuno a trattenerlo.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 35

Il sorvegliante

Davanti all’aula, non si sapeva quale cavolata avesse detto Song Sirui per far infuriare mezza classe: Gao Tianyang prese l’iniziativa, lo schiacciò contro il banco, tra strangolamenti finti e solletico ai fianchi. Alla fine gli si buttarono addosso uno dopo l’altro, finendo per premere tutti insieme sulla sua schiena, tanto che per poco non gli toglievano il respiro.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 34

L’angolo

Sheng Wang era davvero soddisfatto; il direttore Xu, invece, era quasi diventato un panino al vapore dalla rabbia.

E si arrabbiò ancora di più quando, tracannando tè freddo e massaggiandosi la testa, disse:
«Allora adesso i posti per lo “Studente dalle tre qualità della città” della vostra classe A sono tutti vacanti? A parte Jiang Tian, il primo chiodo fisso, giusto?»

THE ONLY ONE – CAPITOLO 32

Assenza

Messo da parte quel sottile cambiamento, la vita nel cortile al numero 7 di Baima Alley procedette in modo tutto sommato armonioso, ma non durò che pochi giorni.

I problemi precedenti di Sheng Mingyang non erano ancora del tutto risolti e, nel frattempo, se ne erano presentati di nuovi sul lavoro. Quel venerdì mattina, Sheng Wang scese di sopra e si imbatté in una discussione tra lui e Jiang Ou.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 30

Chiuso

Qi Jiahao non tornò per parecchio tempo; fino quasi alla fine della pausa lunga non se ne vide l’ombra.

Li Yu, finita la riunione dei capiclasse, rientrò in aula con quaderno e penna. Gao Tianyang, occhi e orecchie ovunque, la chiamò non appena si sedette: «Xiao Li, che hanno detto in riunione? Ci sono buone notizie?»

Song Sirui sedeva proprio accanto a Li Yu; si sporse per sbirciare il suo quaderno e, senza smettere di guardare, punzecchiò Gao Tianyang: «Ma tu perché ti preoccupi sempre di tutto?»

THE ONLY ONE – CAPITOLO 29

Risultati

Durante la vacanza mensile, la scuola superiore affiliata era insolitamente silenziosa.

Li Yu stava aspettando qualcuno sotto l’edificio Duxing quando Qi Jiahao entrò dall’esterno con il telefono in mano e disse: «Jing-jie sta arrivando.»

He Shu della classe B e Ma Shi della classe 9 annuirono con una certa apprensione. «Hai anche il numero della professoressa Yang?» chiesero.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 28

Crollo

Il rapporto degli studenti della scuola affiliata con le verifiche mensili era estremamente complesso: durante l’esame si soffriva come cani, ma una volta superato lo scoglio si ottenevano due giorni di vacanza mensile.

Da quando aveva aggiunto Gao Tianyang e Song Sirui, la home di WeChat di Sheng Wang si era riempita di gruppi: “Mingli minestrone caotico – affiliata”, “I più A della faccia della terra (senza prof)”, “Grande famiglia della 2ª A (prof presenti)”, oltre a una miriade di piccoli gruppetti da tre, quattro, cinque o sei persone.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 27

Estorsione di confessioni

L’avatar WeChat di Gao Tianyang era “La luce dell’universo”, e il suo nickname era “boom”, più o meno con il senso di autoproclamarsi origine di tutte le cose.

Secondo la spiegazione di Song Sirui, all’inizio il suo nickname era la versione inglese del “Big Bang dell’universo”, ma siccome aveva scoperto che qualcun altro usava già lo stesso nome, ne aveva tagliato via metà, lasciando solo “bang”. Era un gioco di parole: significava sia esplodere sia fantastico.

THE ONLY ONE – CAPITOLO 26

Farsi avanti

Quando suonò la campanella, l’insegnante di sorveglianza iniziò a ritirare i compiti uno per uno. Arrivato a quello di Sheng Wang, si fermò apposta per qualche secondo, probabilmente per dare un’occhiata a che razza di disastro avesse combinato quel ritardatario.

«Tanto valeva che scegliessi tutte C: almeno qualche risposta giusta la beccavi. Scrivere a casaccio così, se poi prendi zero punti, non ti viene da piangere?» disse, portandogli via il foglio.

GENTLE FOREST – SPECIALE 3

Winter Love

Premetti il pulsante di upload e, guardando fuori, vidi che il sole stava sorgendo. C’era stata una previsione di neve, ma per il momento il cielo era solo molto nuvoloso. Le stagioni, qui, erano simili a quelle della Corea e bastava osservare oltre la finestra per avere l’impressione di vivere ancora nella mia vecchia casa.

YELLOW DIAMOND – CAPITOLO 3.3

Estate, secondo anno di università

“Dove ti trovi adesso?”

Erano da poco passate le sette di sera quando sui social comparve un messaggio di Ichihashi. Non era insolito ricevere da lui messaggi improvvisi del genere. Cose come: “Ho perso il treno, posso fermarmi da te?” oppure “Il tipo con cui dovevo andare ha disdetto e mi è rimasto un biglietto per l’evento, vieni con me?”. Ichihashi era sempre stato così, uno spirito libero. Yuusei Akimori rispondeva quasi sempre “Va bene”, purché non fosse scomodo. Gli faceva piacere essere invitato e uscire insieme era sempre divertente. Rispetto agli amici conosciuti all’università, con l’amico d’infanzia riusciva a rilassarsi molto di più.

GENTLE FOREST – SPECIALE 2 (M)

Dopo aver dormito fino allo sfinimento, quando mi svegliai il sole stava già lentamente calando. Un respiro affannoso risuonava proprio lì accanto, ma non era altro che il rumore di Aiden che faceva flessioni.

«Cosa? Perché ti alleni?»

Con la voce ancora impastata dal sonno mi girai su me stesso, solo per poter vedere Aiden, appoggiato a terra accanto al letto. In ginocchio, si sfregò la nuca e accennò un sorriso timido. Non capivo se stesse semplicemente trattenendo il desiderio o se avesse intenzione di fare sul serio quella notte, e questa ambiguità mi rendeva nervoso.

La Mia Magica Biblioteca – Agenda

Uniporni, lo sappiamo, con tutte le novel e i libri che leggete è difficile tenere conto di cosa avete letto, e le agende che si trovano online o costano troppo per quello che è o finite presto le pagine, dovendo quindi comprare altre agende (ci siamo passate anche noi)… Quest’anno volevamo farvi un regalo mooolto speciale, per questo abbiamo deciso di regalarvi queste schede che potete stampare comodamente quando e dove volete, in un numero infinito di volte, da incollare o rilegare, e che potete divertivi a compilare, annotare tutto ciò che vi colpisce (e non), dare una votazione con gli unicorni al posto delle stelle e fare delle liste speciali!

Una leggenda chiamata… Huli Jing

La Húlí Jīng, in cinese 狐狸精, letteralmente “spirito volpe”, è una creatura del folclore cinese, spesso ritratta come una donna di incredibile bellezza e fascino misterioso.

In Cina si racconta che una volpe, vivendo per molti anni, accumuli potere soprannaturale: dopo cinquant’anni può trasformarsi in donna, e a cento anni la sua bellezza è così magnifica da togliere il respiro a chiunque la incontri.

CHRISTMAS PRESENT – ONESHOT

Il Natale stava arrivando. Tutti erano felici. Solo Lu Qiao era un po’ triste. Perché, una volta arrivato il Natale, probabilmente si sarebbe ritrovato con il cuore spezzato.

La lezione era finita e il professore se n’era andato. Tutti si erano ammucchiati lungo i corridoi. Erano venuti a cercare Xiao Chen per discutere dove andare la Vigilia di Natale.

NATALE 2025 – COLORIAMO!

Per il secondo giorno del nostro Calendario dell’Avvento Unipornoso, abbiamo deciso di continuare con una linea soft! Ecco per voi delle foto che uniscono la magia del Natale a quella degli Unicorni! Ma… Oh, no! Qualche elfo cattivo ha usato la magia nera e ha rubato i nostri colori! Che dite, ci aiutate??

Prendete matite e pennarelli colorati e usate la vostra magia per donare dei nuovi colori ai nostri unicorni!

GENTLE FOREST – SPECIALE 1

Wedding Day

Era un mattino insolitamente quieto. Appena sveglio, aprii le tende e lasciai che la brezza dolce mi sfiorasse. Come sempre, il cielo dell’inizio estate era azzurro e limpido. Il profumo netto dell’erba, il sole caldo, la temperatura fresca: era davvero il tempo perfetto.

Man mano che la mente si rischiarava, un piacevole fremito mi salì al petto. Dopo una doccia tranquilla, provai a calmare l’euforia che continuava a montare. Non è che avessi una sorta di ossessione del non rovinare nulla, ma ogni gesto non poteva che uscirmi cauto.

LOP-EARED GUARD – EXTRA 3

Piccolo sketch del falco e del coniglio

Ultimamente, avendo finalmente un po’ di tempo libero, erano andati al centro benessere di Daxia.

Lu Shangjin era sdraiato sulla sedia a sdraio, con accanto un bicchiere di alcol leggero con ghiaccio, brindando con il vecchio Bi di Daxia, seduto accanto a lui.

YELLOW DIAMOND – CAPITOLO 3.2

Primavera, ultimo anno di liceo.

La brezza era morbida e tiepida. L’albero di ciliegio fuori dalla finestra dell’aula aveva gemme gonfie, ma non era ancora in fiore. Nei film e nei drama, le scene con i petali di ciliegio che fluttuano nell’aria durante la cerimonia di diploma sono comuni. Ma è una grande bugia: i ciliegi non fioriscono all’inizio di marzo.

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