TRUE ENDING OF A CERTAIN HORROR GAME – CAPITOLO 6

DAY 6

Non appena ripresi conoscenza, allungai una mano e afferrai la torcia. Dopo aver controllato l’ora, che brillava in rosso sul display, le 03:28, balzai in piedi. Da quel momento in poi, sarebbe stata una corsa contro il tempo.

Cercai la chiave della cassetta nel cassetto proprio davanti a me e mi diressi subito in cucina. Tirai fuori la cassetta nascosta nel mobile sotto il lavello, la aprii con la chiave e presi la statuetta della ballerina e la chiave del diario. Poi richiusi la cassetta, la rimisi sotto il lavello e, dal cuociriso lì accanto, recuperai una delle batterie. Richiusi il coperchio, estrassi il coltello da cucina conficcato nell’addome della bambola e presi la chiave che le pendeva dal collo. Dopodiché, mi precipitai in bagno.

Recuperai il martello nascosto in un angolo del lavandino e passai sul balcone. Lì trovai la batteria rimanente nel vaso di fiori e la chiave del ripostiglio nella cassetta degli attrezzi. Spostai l’orsacchiotto per ridurre il rumore, quindi accesi la lavatrice e aprii il passaggio che conduceva alla terrazza.

Per ottenere la chiave dello studio, dovevo entrare al primo piano passando dal balcone. Dato che avevo intenzione di raggiungerlo in quel modo, posai il coltello e il martello, che per il momento non mi servivano, e corsi verso il ripostiglio.

Aprii la porta e sentii il pianto di Minjeong e il fruscio della televisione. Dopo averli uditi, strappai una scatola all’interno del ripostiglio in pezzi più piccoli del palmo della mia mano, li presi e mi diressi subito in soggiorno.

Il fruscio proveniente dalla televisione continuava a riecheggiare. Mentre inserivo le batterie, riaccesi l’apparecchio, che si era spento, e lasciai che trasmettesse le notizie disturbate dalle interferenze. Poi tolsi le batterie e le gettai nell’aiuola. Presi i pastelli colorati che mi sarebbero serviti nella stanza di Seonho e cinque robot trasformabili, quindi mi tolsi la giacca e avvolsi tutto al suo interno.

Erano le 03:26.

Forse grazie alla rapidità con cui mi ero mosso, avevo ancora circa due minuti a disposizione.

Tornai sul balcone e aprii la porta del passaggio che conduceva alla terrazza. Come previsto, Minjeong si era spostata altrove.

Misi prima i giocattoli avvolti nella giacca, poi recuperai il martello e il coltello che avevo lasciato da parte e salii sulla terrazza esterna. Infilai gli attrezzi nella giacca che avvolgeva i pastelli e i robot trasformabili, stringendo tutto sotto un braccio. Raccolsi la chiave dello studio, che giaceva sul pavimento della terrazza, e lasciai al suo posto quella del ripostiglio.

In seguito, incastrai tra le ante della porta a battente della terrazza un pezzo della scatola presa dal ripostiglio, in modo che non potesse chiudersi del tutto, e mi diressi immediatamente verso lo studio.

Usai la chiave per aprire la porta. Stavo per nascondere i giocattoli che avevo portato con me e andarmene, quando udii vicino all’orecchio un allegro campanello del tutto fuori luogo. Nello stesso istante, davanti ai miei occhi apparve una finestra olografica opaca.

[Si è attivata la Missione segreta “Nascondino”!

Ti sei risvegliato in un luogo sconosciuto, ma non eri solo. Guardandoti intorno, hai notato che accanto a te dormiva uno sconosciuto che non avevi mai visto prima. Insospettito dall’uomo addormentato, hai deciso di agire separatamente da lui e, prima che si svegliasse, sei riuscito a seminarlo di nascosto.

Poco dopo, l’uomo si è risvegliato al piano terra, in una casa completamente deserta, e ha cominciato ad aggirarsi per la tenuta alla tua ricerca.

Nasconditi per sfuggire al cercatore, porta avanti il gioco e raggiungi il segreto celato nelle profondità della tenuta, così da riuscire a fuggire sano e salvo.

※ Quando si accede a una missione segreta, viene fornito un vantaggio per agevolare il corretto svolgimento del gioco.

※ Se il cercatore ti scopre, la missione segreta terminerà e il vantaggio fornito per agevolare il gioco verrà rimosso.]

Contemporaneamente, i rumori si fecero più vicini. Sentii distintamente dei passi che si muovevano lentamente dopo che qualcuno si era alzato e aveva vagato per un po’ nei dintorni.

Quella presenza non era la mia.

Cominciai a percepire con sempre maggiore chiarezza la presenza di Kim Seonwoo, che si era risvegliato al piano terra.

«Ah!»

Dall’incertezza che mi aveva attanagliato germogliò un barlume di speranza.

Di fronte alla finestra olografica che fluttuava davanti a me, sentii più che mai che quello era davvero un gioco.

Kim Seonwoo si alzò dal divano e cominciò ad aggirarsi per il soggiorno. Aprì i cassetti, rovistò tra i giocattoli sparsi sul pavimento, poi andò in cucina, guardò la bambola e iniziò a esaminare ogni angolo della stanza.

Mentre Kim Seonwoo guardava dalla parte sbagliata, aprii con cautela la porta dello studio e raggiunsi la camera da letto dei coniugi. Raccolsi il braccio sinistro del robot trasformabile che Seonho aveva perso, il diario della donna e lo spartito plastificato che si trovava sotto di esso.

Prima di uscire dalla stanza, premetti dall’interno il perno di blocco della maniglia. Una volta fuori, richiusi la porta: si bloccò senza difficoltà.

Kim Seonwoo lasciò la cucina, attraversò il corridoio e si diresse verso il ripostiglio situato dietro le scale.

Mentre controllava i vari punti del piano terra, nascosi lo spartito sotto lo sgabello del pianoforte. Poi entrai con cautela nello studio e ruotai le articolazioni dei robot trasformabili, disponendoli in pose diverse.

Nel frattempo, Kim Seonwoo si fermò davanti alle scale.

Trattenni il respiro e mi concentrai sui suoi movimenti.

Pensavo che sarebbe salito da un momento all’altro, ma rimase a gironzolare ai piedi delle scale, senza riuscire a metterci piede. Poi aprì la porta del bagno lì accanto, diede un’occhiata all’interno e si spostò sul balcone, fermandosi davanti alla lavatrice.

Quella scena mi lasciò perplesso.

Perché non è salito al primo piano? E se non fosse che non vuole salire, ma che non può farlo?

Dovevo nascondermi per portare avanti il gioco. Se a me era stato concesso un vantaggio, forse al cercatore, Kim Seonwoo, era stata imposta una penalità… E quella avrebbe potuto essere proprio il motivo per cui non riusciva a salire immediatamente al primo piano.

Era soltanto un’ipotesi.

Dopo aver fatto un giro sul balcone, Kim Seonwoo tornò nel corridoio con passi sempre più impazienti. Riprese a muoversi rapidamente tra il bagno, il ripostiglio, il soggiorno e la cucina.

Nel frattempo, colorai con i pastelli lo spazio vuoto necessario per aprire la porta della stanza di Seonho. Poi, proprio mentre stavo per aprire la porta dello studio per recuperare i giocattoli e aprire quella della soffitta, Kim Seonwoo si fermò di nuovo davanti alle scale.

Questa volta non esitò. Salì rapidamente i gradini e si diresse verso il primo piano.

Mi affrettai a chiudere la porta della stanza di Seonho e a entrare nello studio proprio di fronte. Nel momento stesso in cui richiusi con cautela la porta e la bloccai, Kim Seonwoo arrivò al primo piano.

Mi appoggiai alla parete accanto alla porta e mi coprii la bocca con una mano. Dovevo stare attento persino al respiro. Il cuore mi martellava nel petto per la tensione estrema.

«Hyung, stiamo giocando a nascondino?»

In fondo alla sua voce lenta si insinuò una risatina sommessa.

Kim Seonwoo si fermò davanti alla porta con passi tranquilli.

«Hyung, sei qui?»

I colpi provenivano dalla porta di fronte. Probabilmente si era fermato dopo aver notato il colore sulla porta.

Aprì la porta ed entrò nella stanza di Seonho, ma ne uscì subito e si diresse verso la camera da letto dei coniugi.

«Hyung, sei qui?»

La maniglia si mosse, ma la porta era chiusa a chiave e non si aprì.

Kim Seonwoo si voltò, rientrò nella stanza di Seonho e perlustrò lentamente la cameretta.

«Hyung, dove sei?»

Uscito dalla stanza di Seonho, fece lentamente il giro del soggiorno, poi aprì la porta del bagno e controllò l’interno.

Mi sembrava che il cuore stesse per esplodermi.

Dopo essere uscito dal bagno, Kim Seonwoo si fermò per un momento davanti alla grande parete di vetro che dava sulla terrazza. Poi si voltò e tornò a camminare nella mia direzione.

«Hyung, per caso sei qui?»

Kim Seonwoo afferrò la maniglia dello studio e la girò.

Per fortuna, la porta non si aprì perché l’avevo chiusa a chiave. Eppure, il cuore continuava a battermi all’impazzata per la tensione. Temevo che il rumore assordante dei miei battiti potesse raggiungere Kim Seonwoo dall’altra parte della parete.

Il cuore pompava sempre più velocemente e il respiro diventava via via più affannoso.

Udii bussare ancora una volta.

«Hyung, sei qui?»

La maniglia cominciò a girare furiosamente.

Mi mancò il fiato. Il cuore, che sembrava sul punto di scoppiarmi nel petto, reclamava ossigeno senza sosta, ma la tensione che mi stringeva la gola mi impediva di respirare correttamente.

Dopo aver girato a lungo la maniglia, Kim Seonwoo si fermò di colpo e cominciò ad allontanarsi dalla porta.

«Non è qui…? Dove si sarà nascosto il mio adorabile hyung?»

Sentii i suoi passi aggirarsi per il primo piano e poi scendere nuovamente al piano terra.

Finalmente riuscii a espirare a fondo. La mano che avevo stretto con tutte le mie forze per la tensione era diventata pallida.

Mentre percepivo Kim Seonwoo che continuava a perlustrare ogni angolo del piano terra, presi il robot trasformabile e lo strinsi al petto, dirigendomi verso la stanza di Seonho.

Spostai la scrivania e posai il giocattolo. Una corda scese dall’alto, permettendomi di aprire la botola della soffitta.

Tirai la corda e la botola si aprì con un piccolo rumore.

Per fortuna, Kim Seonwoo non sembrò accorgersene. Tuttavia, non sapendo quando sarebbe potuto risalire, dovevo procedere il più rapidamente possibile.

Salii nella soffitta di Seonho, feci partire la radio e ridiscesi immediatamente. Le macchie di sangue cominciarono lentamente a convergere verso il centro.

Forse ero sceso troppo in fretta: non si formò alcun sentiero rosso.

Mentre aspettavo che il sentiero si formasse, allungai una mano per recuperare il martello lasciato nello studio, ma mi fermai per un istante.

Se avessi colpito il muro con il martello, avrei prodotto un gran rumore. Volevo evitare il più possibile di fare rumore.

Avevo portato con me sia il martello sia il coltello da cucina. Avrei provato prima a forzare la parete con il coltello e, se non avesse funzionato, avrei usato il martello.

Dopo aver recuperato il coltello e il martello, sbloccai la porta della camera da letto dei coniugi.

Se avessi lasciato la porta aperta, Kim Seonwoo sarebbe sicuramente entrato almeno una volta per dare un’occhiata. Per me, quei pochi secondi che avrebbe sprecato inutilmente erano più preziosi di qualsiasi altra cosa.

Dopo averla usata due volte, la chiave si sbriciolò, riducendosi in polvere.

Era un altro imprevisto, ma non aveva molta importanza.

Mi scrollai le mani e tornai nella stanza di Seonho.

Durante la mia assenza, il sentiero rosso tracciato da Seonho aveva indicato la posizione del passaggio stretto che conduceva alla stanza di Minjeong.

Conficcai con forza il coltello nella sottile tavola e, per fortuna, la lama penetrò nel legno. Ci volle più forza rispetto all’uso del martello, ma il rumore fu minimo.

Allargai rapidamente il passaggio, nascosi il martello ormai inutile sotto il letto e uscii dalla stanza di Seonho per andare a recuperare l’orsacchiotto.

Mi diressi verso la porta a battente della terrazza.

Kim Seonwoo se ne stava immobile davanti alle scale.

Mentre aspettavo che salisse al primo piano, mi sorprese vederlo dirigersi all’improvviso e rapidamente verso il balcone. Corsi verso le scale.

Sentendo Kim Seonwoo entrare nel balcone e aprire la porta, mi fermai davanti alle scale, afferrai il bordo della maglia con il cuore in gola e trattenni il respiro.

Poco dopo, percepii i suoi passi mentre saliva sulla lavatrice per raggiungere la terrazza al primo piano.

Seguendo il ritmo dei suoi movimenti, scesi silenziosamente le scale fino al piano terra.

Kim Seonwoo, dopo essere salito al primo piano, aprì la porta della terrazza. Poi raccolse qualcosa e le sue spalle cominciarono a muoversi.

Doveva aver trovato il pezzo di cartone che avevo incastrato in precedenza.

Aggrottai leggermente la fronte.

Tutto quel lavoro non è servito a niente.

Kim Seonwoo si mise in tasca il pezzo di cartone e si diresse verso la stanza di Seonho. Fissò apertamente il passaggio che avevo aperto, quindi perlustrò accuratamente i dintorni.

Gironzolò vicino al letto e arrivò persino a sollevarlo. Poi entrò nella soffitta.

Forse perché la soffitta era lontana, i suoi rumori si fecero più deboli.

Mentre Kim Seonwoo si aggirava lassù, tolsi l’orsacchiotto dalla lavatrice, lo strinsi al petto e ascoltai attentamente i rumori.

Non sapevo da dove sarebbe sceso Kim Seonwoo, dal momento che non aveva ancora chiuso la porta della terrazza.

Sentii Kim Seonwoo uscire dalla stanza di Seonho ed entrare nella camera da letto dei coniugi, che avevo lasciato aperta. Si aggirò al suo interno, ispezionandola con irritazione.

Poi prese a calci la porta dello studio, attraversò il corridoio ed entrò nella terrazza. Seguii attentamente ogni suo movimento e capii che aveva chiuso la porta.

Ormai non era più possibile raggiungere la terrazza.

Non appena Kim Seonwoo cominciò a scendere al piano terra passando dalla terrazza, mi mossi verso le scale.

Feci attenzione a non produrre alcun rumore e salii rapidamente. Poi, stringendo l’orsacchiotto, mi diressi a passo svelto verso la stanza di Seonho.

Attraversai il passaggio che avevo aperto in precedenza ed entrai nella stanza di Minjeong. Con il carillon attirai la bambina e le consegnai l’orsacchiotto.

Minjeong si sdraiò subito sul letto e chiuse gli occhi.

Kim Seonwoo ispezionò il balcone e diede un calcio alla lavatrice. Doveva essersi accorto che l’orsacchiotto era sparito.

Facendo attenzione a non perdere di vista la sua presenza, usai il coltello per squarciare il coniglietto che Minjeong teneva con sé e controllai immediatamente il diario.

Conoscevo già il contenuto, quindi non lo lessi con attenzione e sfogliai rapidamente le pagine. Ignorai il video che cominciò a riprodursi e raccolsi la chiave che si trovava nell’ultima pagina.

Nascondendo Minjeong in un angolo cieco, impossibile da vedere attraverso il passaggio stretto, e mettendo la bambola e il diario sotto la scrivania, mi assicurai che non fossero visibili.

Per fortuna, riuscii a richiudere a chiave la porta della stanza di Minjeong, che avevo sbloccato.

Poiché Kim Seonwoo non poteva entrare attraverso quel passaggio, sperai di riuscire a fargli perdere tempo lì dentro.

Mi venne un’idea. Tolsi le scarpe e le posizionai sotto la scrivania, in un punto appena visibile attraverso il passaggio, come se qualcuno si fosse nascosto lì. Le sistemai in modo che, essendo lo spazio troppo stretto, le punte sembrassero spuntare fuori, come se la persona non fosse riuscita a nascondersi completamente.

Poi attraversai il passaggio, superai la stanza di Seonho e uscii.

Mi bastava ancora utilizzare lo spartito e trovare la chiave della porta d’ingresso per aver finito ciò che dovevo fare al primo piano.

Le cose erano andate più facilmente del previsto.

Se non fossero esistiti il vantaggio ottenuto attraverso la missione segreta e la penalità che probabilmente era stata assegnata a Kim Seonwoo, a quell’ora sarei già stato catturato.

Rendermene conto mi fece capire quanto fosse assurdo il piano che avevo elaborato nel tentativo precedente e quanto fossero ridotte le probabilità che funzionasse.

Si dice che, a volte, le persone facciano cose stupide. Pensavo di aver ragionato con più lucidità che mai, eppure forse mi ero soltanto illuso.

Alla fine, però, proprio quella sciocchezza stava aumentando sempre più le mie possibilità di fuga.

Dopo aver trovato la chiave nella stanza di Kim Seonwoo, uscii e richiusi la porta a chiave. La chiave si sbriciolò e si disperse in una nuvola di polvere.

Anche mentre cercavo la chiave della porta d’ingresso e recuperavo lo spartito da sotto lo sgabello del pianoforte, Kim Seonwoo non sembrava intenzionato ad allontanarsi dal balcone.

Quando si utilizzava lo spartito, insieme alla comparsa del video si udivano dei suoni. Questo mi rendeva riluttante a usarlo.

Ora che avevo ottenuto la chiave della porta d’ingresso, tuttavia, mi restava soltanto da raggiungere il seminterrato.

In ogni caso, per entrare nel seminterrato, Kim Seonwoo avrebbe dovuto salire al primo piano. Lo spartito sarebbe stato l’esca per attirarlo lassù, dato che ormai era rimasto immobile.

Speravo che, dopo aver sentito la musica ed essere salito, Kim Seonwoo si dirigesse verso la stanza di Minjeong, notasse la trappola che avevo preparato e perdesse tempo lì.

Aprii cautamente la porta del bagno, tornai davanti al pianoforte e posai lo spartito sullo strumento. Poi entrai immediatamente in bagno e mi fermai accanto alla porta.

Anche se Kim Seonwoo avesse aperto la porta, non mi avrebbe scoperto a meno che non fosse entrato nel bagno.

Il mio piano era di uscire non appena Kim Seonwoo fosse entrato nella stanza dei bambini e di scendere le scale.

Poco dopo risuonarono le risate di un bambino e le note del pianoforte.

Eppure Kim Seonwoo rimase fermo, senza mostrare alcuna intenzione di salire.

Passò abbastanza tempo.

Nonostante ciò, non si mosse nemmeno.

Cominciai a sentirmi sempre più inquieto.

Alla fine, Kim Seonwoo si mosse.

Pensai che finalmente stesse salendo al primo piano, ma i suoi passi superarono di poco le scale. Poi si sedette nel corridoio accanto a esse, quello che conduceva al seminterrato.

Mi si contrasse spontaneamente il volto.

So benissimo cosa ha in mente quel bastardo.

Kim Seonwoo stava aspettando lì, che fossi io a scendere di mia spontanea volontà.

Da quel momento doveva essere trascorsa almeno una decina di minuti.

In preda all’ansia e all’impazienza, continuai a prestare attenzione alla sua presenza, ma Kim Seonwoo rimase seduto nel corridoio senza muoversi.

In quelle condizioni, non potevo scendere nel seminterrato.

Dovevo trovare un modo per farlo salire al primo piano.

Immerso in una tensione soffocante, mi sforzai di escogitare un metodo per attirarlo lassù.

Piacevo a Kim Seonwoo. Anche parecchio.

Era stato capace di uccidermi con le sue stesse mani, eppure, quando aveva visto la profonda ferita che mi ero procurato, era rimasto così sconvolto da non sapere cosa fare.

Se quella reazione non era stata una recita, forse il metodo che mi era venuto in mente all’improvviso avrebbe funzionato.

Ma era anche lo stesso bastardo che mi aveva conficcato un coltello nell’addome, sorridendo sornione.

Quel ricordo mi faceva esitare.

Mi morsi le labbra.

Naturalmente, poteva anche essere stata tutta una recita.

Eppure, quando il mio corpo era crollato a terra producendo un forte rumore, lui si era precipitato da me. Nel vedermi riverso sul pavimento, il suo viso era diventato livido.

Per quanto ci pensassi, mi risultava difficile credere che anche quella reazione fosse stata una messinscena.

Forse mi stavo sbagliando su tutto.

Non ero in grado di distinguere la sincerità di Kim Seonwoo dalle sue menzogne.

Per quanto folle fosse stato il gesto che avessi deciso di compiere, lui avrebbe potuto continuare a restare seduto immobile, aspettando semplicemente che scendessi.

Non potevo essere certo di niente.

Ma non potevo nemmeno restare lì senza fare nulla, comportandomi da idiota.

Se il metodo non avesse funzionato, avrei pensato a un’altra soluzione in quel momento.

Per prima cosa, recuperai le scarpe ormai inutili dalla stanza di Minjeong. Poi ripresi fiato e mi rimboccai le maniche.

Strinsi saldamente il coltello da cucina.

Dopotutto, mi ha già trafitto il cuore. Possibile che non riesca a procurarmi nemmeno una ferita come questa?

Appoggiai la punta della lama sull’avambraccio, la conficcai nella carne e mi procurai un lungo taglio.

Il dolore della pelle che si apriva mi fece serrare i denti per soffocare un grido. Mi morsi le labbra e un sapore metallico si diffuse nella bocca.

Il sangue cominciò a colare, formando rapidamente delle gocce.

Gocce pesanti si staccarono dalla punta delle dita e caddero una dopo l’altra.

Era assurdo che fosse un gioco, considerato quanto sembrasse spaventosamente reale.

Mi chiedevo chi fosse stato il bastardo che aveva creato un gioco simile e perché fossi capitato proprio io al suo interno.

Ma ormai mancava poco.

Presto sarei uscito da quel gioco maledetto e avrei scoperto anche il motivo per cui ero finito in quel luogo infernale.

Attraversai la stanza di Seonho e uscii. Poi afferrai la maniglia dello studio.

Il sangue la macchiò.

Aprii la porta e mi diressi verso la scrivania, lasciando cadere deliberatamente delle gocce di sangue lungo il percorso. Una volta arrivato, tolsi di nuovo le scarpe e le adagiai su un fianco.

La porta della stanza di Minjeong era chiusa a chiave, quindi non potevo controllare cosa stesse accadendo al suo interno in nessun altro modo se non guardando attraverso il passaggio.

Spero che pensi che sia successo qualcosa nella stanza di Minjeong e che io sia scappato nello studio passando dalla stanza di Seonho.

Era una trappola rozza, ma doveva funzionare.

Ti prego, casca nel tranello. Ti prego.

Tirai la maglietta per avvolgerla intorno all’avambraccio, dal quale il sangue continuava a sgorgare.

Non potevo lasciare altre tracce sul pavimento.

Chiusi a chiave la porta dello studio e feci un respiro profondo.

Non potevo fallire.

Dovevo riuscirci al primo tentativo.

«Huu… Aaaah!»

Lanciai un breve grido davanti allo studio.

Kim Seonwoo balzò immediatamente in piedi.

Mi nascosi rapidamente dietro il divano del soggiorno.

Kim Seonwoo salì di corsa le scale, perlustrò il pavimento e si avvicinò rapidamente alla porta dello studio.

Ancora. Non ancora.

«Hyung! Hyung! Che cosa è successo? Hyung!»

Kim Seonwoo iniziò a bussare alla porta dello studio

«Hyung! Rispondimi! Ti è successo qualcosa? Eh?»

Vedendo Kim Seonwoo battere disperatamente sulla porta, senza sapere cosa fare, provai una strana sensazione.

No, non è il momento di pensarci.

Kim Seonwoo continuò a colpire la porta con tanta forza che sembrava volersi distruggere le mani. Poi cominciò a pestare i piedi e corse nella stanza di Seonho.

Nel frattempo, scesi rapidamente le scale.

Kim Seonwoo tornò a colpire violentemente la porta dello studio, stringendo qualcosa in mano.

Probabilmente era il martello che avevo nascosto nella stanza di Seonho.

Udii il rumore del martello che colpiva la porta e la sfondava.

Approfittando di quel momento, cercai rapidamente la scanalatura nel pavimento e aprii la porta del seminterrato.

Questa volta, per fortuna, l’ingresso del seminterrato apparve non appena premetti il pulsante.

A differenza di quanto avevo visto nel video, fino al terzo gradino delle scale erano stati attaccati numerosi talismani parzialmente bruciati.

Un brivido inquietante mi attraversò il corpo.

Perché ci sono dei talismani in un posto simile?

La testa mi si riempì di domande, ma in quel momento la priorità era entrare.

Kim Seonwoo stava ancora colpendo la porta dello studio. Probabilmente ci sarebbe voluto parecchio tempo prima che riuscisse a sfondarla, dato che il martello era piccolo.

Entrai nel vano delle scale e premetti il pulsante sulla parete laterale per chiudere la porta del seminterrato.

L’ambiente era colmo di silenzio e oscurità, tanto che non riuscivo a distinguere nulla davanti a me. Accesi la torcia e illuminai le scale.

Dovevo completare l’ultimo enigma e uscire dal seminterrato il più rapidamente possibile.

Scesi i gradini con cautela, senza tuttavia procedere troppo lentamente.

Forse a causa della scarsa ventilazione, dal seminterrato proveniva un odore umido e ammuffito.

Mi coprii il naso e continuai a scendere con attenzione. A un certo punto, calpestai qualcosa di duro e persi momentaneamente l’equilibrio, ma per fortuna riuscii ad aggrapparmi alla parete e a non cadere.

Per capire cosa avessi calpestato, puntai la luce della torcia verso i miei piedi.

«…Ah!»

Mi coprii immediatamente la bocca con una mano.

Era un teschio.

A giudicare dai vestiti e dalle dimensioni, doveva appartenere a un adulto.

La maglietta era ridotta a brandelli nella zona dell’addome e un coltello da cucina gli era conficcato dritto nella carne. La stoffa era impregnata di una sostanza rosso scuro, ormai secca.

Sotto il corpo si estendevano macchie di sangue che sembravano essere colate dall’uomo, tingendo i gradini e il pavimento del seminterrato.

Quel teschio apparteneva probabilmente al responsabile di tutti quegli omicidi, il capofamiglia.

A quanto pareva, Kim Seonwoo era riuscito a uccidere suo padre.

Ma allora, se era riuscito a ucciderlo, perché era rimasto in quella vecchia e sinistra tenuta?

Feci attenzione a non calpestare il teschio e raggiunsi il pavimento.

Anche lì c’era una massa nera.

Quando la illuminai, vidi un teschio più piccolo, appartenuto a qualcuno che indossava un’uniforme scolastica.

Era rimasto nella posizione di chi stava cercando di trascinarsi verso le scale.

Sul dorso e sul pavimento erano rimaste tracce di sangue rosso scuro, rappreso e appiccicoso. Gli abiti scolastici presentavano numerosi fori provocati da qualcosa di affilato.

«Eh?»

Per un istante, la mente mi si svuotò.

Se quello è Kim Seonwoo, allora il suo tempo si è fermato alle scuole medie.

Mi chiesi se il proprietario di quel teschio potesse essere proprio Kim Seonwoo. Lo capovolsi e controllai il lato sinistro del petto: sulla targhetta era chiaramente scritto “Kim Seonwoo”.

Kim Seonwoo era morto.

E anche suo padre era morto.

Entrambi mostravano segni di una morte atroce.

Non riuscivo a comprendere davvero la situazione. Se avessi guardato attentamente intorno, doveva esserci qualche altro indizio.

Mi guardai intorno. Nel seminterrato desolato c’erano soltanto una scrivania e una sedia, proprio quelle che avevo visto nel diario di Minjeong.

No, aspetta. C’è qualcosa sulla scrivania.

Mi avvicinai per esaminarlo.

Era un diario dalla copertina in pelle nera. Davanti c’era una cornice vuota, senza alcuna fotografia.

La cornice non aveva niente di particolare. Aprii il diario e trovai delle pagine scritte con la stessa calligrafia ordinata che avevo visto nella stanza di Kim Seonwoo. Era un diario in cui i fatti venivano annotati con un tono pacato.

“11 marzo

Ho trovato della posta nello studio di mio padre. Era una comunicazione secondo cui, poiché il debitore non aveva adempiuto ai propri obblighi, il garante doveva farsi carico del debito.

Ho chiesto a mio padre che cosa fosse successo, ma lui mi ha risposto che non era niente di grave e mi ha chiesto di non dirlo a mia madre.

Ho cercato di convincerlo dicendogli che anche lei avrebbe dovuto saperlo, ma mio padre non ha voluto sentire ragioni. Ha detto che avrebbe risolto tutto da solo e che non dovevo preoccuparmi.

Sono in ansia.”

“20 marzo

Alla fine, anche mia madre è venuta a conoscenza della faccenda.”

“1 aprile

Dopo essersi tormentata per giorni, mia madre ha deciso di annullare tutte le lezioni di Minjeong e Seonho.

A Minjeong piaceva imparare a suonare il pianoforte, ma mia madre è stata irremovibile. Anche Seonho voleva continuare a frequentare le lezioni di taekwondo, ma lei non ha voluto accontentarlo neppure questa volta.

Le ho chiesto quanto fosse grave la situazione, ma mi ha detto che non era qualcosa di cui dovessi preoccuparmi e ha chiuso la bocca.

Mi sento frustrato.”

“3 aprile

Mia madre ha licenziato la signora Yeongsun.

L’ho vista mentre le consegnava una busta, scusandosi. Quando Minjeong, che era molto affezionata a lei, si è messa a piangere disperatamente, la signora le ha preparato i muffin che le piacevano tanto.

Adesso non c’è più nessuno che prepari i muffin per Minjeong.”

“10 aprile

Forse perché la signora Yeongsun, che si occupava della casa, non c’è più, la casa diventa sempre più sporca.

Minjeong e Seonho si lamentano, chiedendosi perché debbano essere loro a pulire. Li tranquillizzo e riordino la casa insieme a loro, ma non mi rimane più tempo per me stesso.

Sono esausto.”

“15 aprile

Sono stanco.”

“17 aprile

Degli uomini vestiti con abiti neri sono piombati in casa e hanno appiccicato dappertutto dei sigilli rossi di pignoramento.

Mia madre è svenuta.

Mio padre ha alzato la voce, dicendoci di stare tranquilli e di fidarci di lui.

Ma esiste davvero una soluzione?

Non riesco più a fidarmi di papà.

Dovevo proteggere i miei fratellini.”

“22 aprile

Minjeong è stata sgridata da mia madre perché stava attaccando degli adesivi sopra i sigilli di pignoramento.

Ultimamente, mia madre è diventata estremamente nervosa.

È stato faticoso consolare Minjeong, che piangeva disperatamente.”

“28 aprile

Mia madre ha accennato al fatto che forse avremmo dovuto trasferirci temporaneamente dai nonni materni. Ha anche detto che sarebbe stato meglio cambiare scuola e trovarne una nelle vicinanze.

Non voglio cambiare scuola.”

“2 maggio

Minjeong e Seonho sono entusiasti all’idea di andare a stare a casa della nonna.

Vorrei anch’io riuscire a essere spensierato come loro.

Non voglio separarmi dai miei fratelli e non voglio nemmeno lasciare casa.

Ogni volta che vedo i sigilli di pignoramento appiccicati in giro per le stanze, mi monta la rabbia.”

“3 maggio

Mia madre e mio padre hanno litigato.

Papà si è infuriato, chiedendo perché volesse mandare i suoi figli a vivere a casa di estranei. Mamma si è arrabbiata, chiedendogli perché considerasse estranea la sua famiglia d’origine.”

“4 maggio

Avevamo deciso che, per il compleanno di Minjeong, questa settimana saremmo andati tutti insieme al parco divertimenti, ma il programma è stato annullato.

Vedendo Minjeong piangere disperatamente, mamma le ha dato dei soldi e mi ha detto di portare fuori i bambini quel giorno.

Minjeong era ancora imbronciata, ma quando le ho proposto di andarci tutti e tre, per fortuna si è rasserenata.”

“5 maggio

Minjeong si è messa di nuovo a piangere disperatamente, chiedendo perché non avesse ricevuto un regalo.

Se siamo arrivati al punto di non poterle comprare nemmeno il regalo che le facevamo ogni anno, allora che cosa…

Mamma e papà hanno litigato ad alta voce davanti ai bambini.

Vorrei tanto che smettessero di farlo davanti a loro.”

“7 maggio

Papà non è andato al lavoro.

È rimasto sdraiato sul divano del soggiorno al piano terra, a guardare la televisione e a sorseggiare whisky.

Gli ho detto di non bere troppo, ma non mi ha ascoltato minimamente.

Come potrei fidarmi di lui, vedendolo ridotto in quello stato?”

“10 maggio

Ho detto a Seonho e Minjeong che domani, appena finite le lezioni, saremmo andati al parco divertimenti e saremmo rimasti a giocare fino a tarda sera.

Dopo tanto tempo, i bambini si sono illuminati e hanno sorriso felici.

Minjeong mi ha chiesto di comprarle un orsacchiotto. Le ho promesso che gliene avrei preso uno grande quanto lei, e ne è stata felicissima.

Seonho sembrava un po’ deluso, così gli ho sussurrato che gli avrei comprato di nascosto un robot trasformabile, senza dirlo a Minjeong. Anche il suo volto si è illuminato.

Spero che domani i bambini possano finalmente correre e giocare felici, come non fanno da tanto tempo.”

“11 maggio

Mio padre ha ucciso la mia famiglia.”

Il diario si interrompeva l’11 maggio.

Il contenuto era per lo più simile a quello che avevo letto nel diario di Minjeong.

Nella tasca trasparente sul retro del diario c’era una fotografia.

Era una foto di famiglia in cui tutti sembravano felici e uniti. Kim Seonwoo vi sorrideva allegramente, con un aspetto molto più giovane di quello attuale.

Tolsi la fotografia e rimisi il diario sulla scrivania.

A giudicare dalla presenza della cornice, dovevo inserire la foto al suo interno.

La cornice era fatta in modo da permettere di infilare la fotografia dall’alto. La sistemai con cura, ma a metà del movimento qualcosa sembrò bloccarla, impedendole di entrare del tutto.

Quando controllai il retro, notai un foglio giallo piegato più volte e attaccato alla cornice.

Stavo per staccarlo quando il diario si aprì da solo, mostrando una pagina vuota, senza una sola parola.

Il diario non era finito.

Sulla pagina bianca cominciarono lentamente ad apparire delle lettere rosse.

“14 maggio

Ucciderò mio padre.”

Kim Seonwoo, che ormai indossava un’uniforme scolastica, era seduto sulla sedia e stava scrivendo quelle parole.

Dato che il suo volto non era stato cancellato né nascosto, potei vedere i lineamenti ancora giovani di Kim Seonwoo.

Tuttavia, i colori erano scomparsi, come in un film in bianco e nero. L’immagine era sfocata e sembrava vecchia, con numerosi punti rovinati e consumati.

Fu subito chiaro che non si trattava della realtà.

Era una scena diversa dal filmato che avevo visto attraverso il diario di Minjeong.

Kim Seonwoo si alzò e cominciò a camminare lentamente, attraversandomi.

Quello era un residuo del passato, probabilmente l’ultimo pezzo del puzzle che mi avrebbe rivelato ciò che volevo sapere.

Lo seguii illuminando il percorso con la torcia.

Un uomo legato a una sedia si contorceva disperatamente.

Kim Seonwoo lo guardò senza alcuna emozione e parlò.

[Papà, perché hai fatto una cosa simile?]

Kim Seonwoo inclinò la testa, come se non riuscisse a capire.

[Se dovevi morire, perché non sei morto da solo? Perché hai trascinato dentro anche il resto della famiglia?]

[Ugh, mmph!]

[Ho riflettuto a lungo, mentre ero sul letto d’ospedale, ma ancora non riesco a capirlo.]

Kim Seonwoo sciolse la corda che gli serrava la bocca e suo padre cominciò a gridare disperatamente.

[Era l’unica soluzione! Era davvero l’unica soluzione possibile!]

[No. Non lo era.]

[Se ti trovassi al mio posto, capiresti. Era l’unico modo in cui potevo assumermi la responsabilità di voi!]

[Non è responsabilità. È fuga. Hai fatto la scelta peggiore possibile. Avresti dovuto uscire di casa e morire da solo, piuttosto che uccidere mia madre e i miei fratelli.]

[Ahahaha!]

L’uomo scoppiò in una risata fragorosa e cominciò a parlare rapidamente.

[Credi davvero che voi possiate vivere in questo mondo crudele senza di me? Ma fammi il piacere! Persino un cane che passa per strada si metterebbe a ridere! Voi vivete alle mie spalle! Senza i soldi che guadagno, non sareste in grado di sopravvivere. Sai da dove provengono tutti i privilegi di cui godete? Dal denaro che io, il capofamiglia, ho guadagnato lavorando fino allo sfinimento! È grazie a me se avete potuto vivere così comodamente fino a oggi!]

L’uomo continuò a parlare con voce colma di rabbia.

[Se non ci fossi stato io a mantenervi, pensi che avreste potuto vivere nel lusso come fate adesso? Impossibile. Dici che avrei dovuto morire da solo? Che sciocchezza! Se fossi morto da solo, voi avreste vissuto una vita orribile, nella povertà e nella sofferenza. In quanto capofamiglia, non potevo sopportare di vedervi ridotti in quello stato. Vi ho salvati dall’inferno che vi aspettava! È così che ho adempiuto al mio dovere di padre!]

Kim Seonwoo afferrò il coltello da cucina che si trovava sulla scrivania e si avvicinò all’uomo.

[Lo sai? Seonho non è morto subito.]

Il suo tono rimase freddo.

[Era ancora vivo nonostante fosse stato pugnalato al fianco e avesse perso così tanto sangue. Quanto deve aver sofferto quel bambino?]

[La sofferenza che avrebbe patito vivendo da quel momento in poi sarebbe stata ancora più grande!]

[…Lo sapevi che quel giorno era il compleanno di Minjeong?]

[Certo. Credi che un padre possa non conoscere nemmeno il compleanno dei propri figli? Ho persino preparato un regalo di compleanno per Minjeong.]

[…Cosa?]

[Minjeong è morta serenamente! Tua madre e Seonho forse sono morti tra atroci sofferenze, ma almeno Minjeong è morta subito, senza provare dolore! Quello era il suo regalo di compleanno!]

[Ah.]

L’espressione di Kim Seonwoo si fece gelida.

[Non sei nemmeno un essere umano.]

Nello stesso istante in cui Kim Seonwoo affondò il coltello verso il cuore dell’uomo, quest’ultimo torse violentemente la sedia.

La lama mancò il cuore e sfiorò la corda che lo teneva legato. Un braccio dell’uomo rimase libero e lui lo agitò, colpendo Kim Seonwoo al volto.

Stordito dal colpo, Kim Seonwoo lasciò cadere il coltello e crollò sul pavimento.

Mentre cercava di rialzarsi barcollando, l’uomo afferrò il coltello, si liberò dai legacci e gli si avventò contro.

Kim Seonwoo riuscì a schivarlo per un soffio, ma non completamente: la lama gli sfiorò il fianco.

Il sangue cominciò a colare dalla ferita e a impregnare l’uniforme scolastica.

L’uomo strinse nuovamente l’impugnatura e si lanciò contro il figlio, deciso a ucciderlo.

Anche questa volta Kim Seonwoo riuscì a evitare il colpo per un soffio, ma inciampò e cadde malamente a terra.

L’uomo approfittò dell’occasione e agitò di nuovo il braccio con tutta la sua forza.

Per fortuna, il coltello si conficcò saldamente nel pavimento di legno proprio accanto al collo di Kim Seonwoo, invece di colpirlo.

Kim Seonwoo si ritrasse rapidamente. L’uomo era momentaneamente indifeso, impegnato a estrarre la lama dal pavimento, e il ragazzo ne approfittò per colpirlo al volto con un calcio.

L’uomo barcollò e si portò una mano alla testa, come se fosse stordito.

La sua mano si staccò dall’impugnatura e il coltello rimase conficcato nel pavimento, immobile e verticale.

Kim Seonwoo non si lasciò sfuggire quell’occasione. Estrasse immediatamente il coltello e si avventò sul padre, riuscendo a pugnalarlo profondamente al fianco.

L’uomo emise un gemito di dolore e sferrò un violento calcio al fianco di Kim Seonwoo.

Il piccolo corpo del ragazzo volò via e rotolò sul pavimento.

Poiché il colpo aveva raggiunto la zona già ferita dalla lama, il dolore doveva essere stato intenso. Il ragazzo tremò violentemente e non riuscì ad alzarsi.

[Ugh! Maledetto ingrato…!]

L’uomo afferrò Kim Seonwoo, che tossiva violentemente tenendosi l’addome, lo spinse a terra e gli schiacciò la schiena con un piede.

Con una mano tremante, estrasse il coltello che aveva conficcato nel proprio fianco.

Un breve grido risuonò nel seminterrato.

Il volto dell’uomo era deformato dalla rabbia e dal dolore.

Senza esitare, puntò la lama verso il suo obiettivo e colpì più volte.

[Ugh, kh…!]

Accecato dalla rabbia, l’uomo pugnalò ripetutamente e senza pietà la schiena di Kim Seonwoo.

Il corpo del ragazzo tremava per il dolore. Ogni volta che la lama affilata gli penetrava profondamente nella carne, gli sfuggiva un gemito straziante.

Di fronte a quella scena crudele e spietata, mi coprii istintivamente le orecchie e chiusi gli occhi.

Poi scossi la testa e tornai a guardare con attenzione.

Quello era l’ultimo pezzo del puzzle rimasto. Un residuo di un passato già trascorso, un’illusione che era stata semplicemente creata.

Kim Seonwoo si agitò debolmente.

Vedendolo, l’eccitazione dell’uomo cominciò gradualmente a placarsi.

Con il volto ricoperto del sangue del figlio ancora bambino, l’uomo si premette una mano contro il fianco ferito e aggrottò la fronte per il dolore. Poi sferrò un altro calcio a Kim Seonwoo, che continuava a tremare a intervalli irregolari, e si diresse lentamente verso le scale.

Lo sguardo con cui Kim Seonwoo lo seguiva era feroce.

Con le mani tremanti, il ragazzo cominciò a trascinarsi verso il padre che si stava allontanando.

Quella scena cominciò a sovrapporsi alle tracce che avevo già visto.

Kim Seonwoo, colmo di rabbia, rancore, frustrazione, sofferenza e dolore, si trascinava verso il padre che lo aveva ucciso.

Nel momento in cui la sua figura si sovrappose completamente al teschio che giaceva sul pavimento, ogni movimento e tremito cessarono.

Non poteva essere finita così.

L’immagine del giovane Kim Seonwoo era scomparsa, ma l’uomo che avanzava lentamente verso le scale era ancora lì. Inoltre, non avevo ancora visto che cosa fosse successo alla fine a quell’uomo.

Aspettai per un momento.

Poi accadde qualcosa di inaspettato.

Dal punto in cui Kim Seonwoo era morto cominciò lentamente ad accumularsi una nebbia nera e sinistra.

Ignaro di ciò che stava accadendo, l’uomo continuava a dirigersi a fatica verso le scale con passi lenti.

La nebbia scura e minacciosa si trasformò in un vortice e cominciò a essere risucchiata nel cadavere di Kim Seonwoo.

La nube nera avvolse lentamente il corpo senza vita.

In breve tempo, quella massa scura si aggrappò al cadavere e cominciò a sollevarsi, barcollando.

Era una cosa nera, infinitamente oscura, che emanava un’aura viscida e sinistra. Somigliava a un’ombra.

Rimase immobile per un istante, assorbendo quell’energia oscura, e cominciò gradualmente ad assumere una forma umana più definita. Tuttavia, il risultato era incompleto: rimase soltanto una figura nera, allungata e priva di volto.

Come un bambino che muove i primi passi, la creatura si avvicinò con movimenti impacciati all’uomo, che procedeva lentamente verso le scale.

Solo allora l’uomo percepì l’atmosfera densa e inquietante. Si voltò di scatto e cadde seduto a terra per la sorpresa.

[Hiiik! U-un fantasma!]

L’uomo tremava dalla testa ai piedi come un insetto. Rannicchiato sul pavimento, cercò di allontanarsi dalla creatura nera, ma quella non si fermò. Continuò ad avanzare verso di lui, barcollando minacciosamente.

Mentre arretrava tremando, la mano dell’uomo urtò qualcosa.

Erano le scale.

Il suo corpo, che stava cercando di fuggire strisciando sui gradini, si irrigidì come un pezzo di legno. Il volto dell’uomo, privato della libertà di muoversi a proprio piacimento, si riempì di terrore.

La creatura nera si avvicinò sempre di più e il volto dell’uomo divenne livido.

Le sue labbra si aprirono lentamente, allungandosi in una fessura innaturale. Dalla sua gola emerse una voce che sembrava strisciare fuori a fatica.

[Muo… ri….]

Era forse questa la voce del demonio che risaliva dall’inferno?

Un suono stridente e sgradevole si sdoppiò, uscendo dalla creatura in due voci sovrapposte.

La sola voce che le proveniva dalla gola era sufficiente a far accapponare la pelle.

[Aaaah! Aaah!! Mo-mostro!!]

Dal palmo della mano tesa della creatura nera cominciò a fuoriuscire un fumo scurissimo, che ribolliva come un liquido.

Quella sostanza densa e disgustosa cadde sul pavimento. Poi si mosse lentamente, come se fosse viva, e cominciò a risalire lungo il corpo dell’uomo, avvolgendogli il braccio che si agitava disperatamente.

La sostanza oscura, viscida e aggrovigliata intorno alla mano dell’uomo si mosse secondo la volontà della creatura nera.

La mano dell’uomo, che impugnava il coltello, si mosse contro la sua volontà e si sollevò.

L’altra mano, libera dall’arma, afferrò quella che stringeva il coltello.

Entrambe le mani dell’uomo serrarono saldamente il coltello con cui aveva pugnalato suo figlio, puntandone la lama contro se stesso.

Dalla sua gola cominciarono a uscire singhiozzi intrisi di terrore.

Vedendo la punta agghiacciante del coltello avvicinarsi a sé con estrema lentezza, l’uomo si urinò addosso.

Era una scena ripugnante.

[Ti-ti prego, risparmiami…!]

Che ridicolo.

Aveva massacrato brutalmente la propria famiglia e aveva sostenuto che quella fosse la sua responsabilità. Eppure, ora che era lui a rischiare la morte, tremava disperatamente e supplicava di essere risparmiato.

Sembrava una scena da commedia.

La lama avanzò lentamente verso il corpo dell’uomo, come in un film al rallentatore, e penetrò nella pelle con un suono agghiacciante.

L’uomo si contorceva dal dolore, ma le braccia e le mani, intrappolate da quella sostanza nera e viscida, tradirono la sua volontà e continuarono a spingere la lama sempre più a fondo, lentissimamente.

La lama penetrò piano, fino a raggiungere l’estremità dell’impugnatura.

L’uomo ansimò per il dolore… ma la sua sofferenza non era finita.

La lama che era entrata lentamente cominciò a uscire, altrettanto lentamente.

Quando riemerse dal corpo dell’uomo, il coltello era in bianco e nero. Eppure, ebbi l’impressione che brillasse di un rosso intenso, vivido e innaturale.

La scena si ripeté più volte, sempre intorno ai margini della ferita iniziale.

Le urla di dolore e i singhiozzi dell’uomo continuarono a riecheggiare senza sosta nel seminterrato.

L’atto si ripeté fino a quando l’addome dell’uomo non fu ridotto a una massa informe, e lui non fu più in grado di urlare, con il volto deformato da un dolore atroce.

Il sangue che colava dall’addome impregnò le scale e il pavimento del seminterrato, formando un grande cerchio.

Quando la sostanza nera e viscida si ritirò e le mani dell’uomo furono finalmente libere, le braccia, non avendo più nulla a cui aggrapparsi, ricaddero senza forza sui gradini.

Anche il cadavere dell’uomo, ridotto in condizioni raccapriccianti come in una scena inutilmente cruenta di un film horror di serie B, si trasformò in uno scheletro simile a quello che era già rimasto lì. Poi si disperse e scomparve.

La creatura nera nata da Kim Seonwoo cominciò a trascinare i piedi e a risalire le scale.

Nello stesso momento, il mio campo visivo cominciò a dividersi in due.

Io ero ancora immobile nel seminterrato, come una statua di pietra, ma le due metà della mia vista mi mostravano cose diverse.

Nella parte sinistra si dispiegava la stessa scena che avevo visto quando ero sceso per la prima volta nel seminterrato. Nella parte destra, invece, seguivo la creatura nera mentre lasciava il seminterrato e risaliva.

Le due immagini, completamente diverse tra loro, mi fecero girare la testa.

Chiusi immediatamente l’occhio sinistro e mi concentrai sulla storia che si svolgeva a destra.

La creatura nera, uscita dal seminterrato, aveva perso la ragione.

Non riuscendo a placare la rabbia che ancora la divorava, vagò senza meta, incapace di trovare uno scopo, finché non si disperse nel nulla.

Poi il tempo cominciò a scorrere rapidamente, come se qualcuno avesse premuto il tasto dell’avanzamento veloce.

La tenuta in cui avevano vissuto fu ripulita in fretta e una nuova famiglia vi si trasferì.

Ma la felicità durò poco.

La creatura nera, nata dall’accumulo di ogni sorta di presagio nefasto, si risvegliò attratta dall’energia vitale che riempiva la casa.

Non appena cominciò ad aggirarsi per la tenuta, la sfortuna si abbatté sui nuovi abitanti.

Il bambino vide la creatura nera, fu colto dal terrore, ebbe delle convulsioni e crollò a terra. Sua madre sviluppò una malattia mentale e si suicidò.

Gli affari del padre, un tempo prosperi, crollarono da un momento all’altro. Vedendo la moglie e il figlio ridotti in quello stato, l’uomo cominciò a bere per disperazione. Un giorno cadde dalle scale, si fratturò il collo e morì.

Dopo una serie di eventi sfortunati e orribili verificatisi nella stessa tenuta, un esorcista si recò sul posto per scoprire la causa di tutto.

Alla fine, riuscì a sigillare la creatura nera.

La creatura soffrì a causa dei talismani che l’esorcista aveva attaccato al suo corpo originario e venne sigillata nel seminterrato.

Tuttavia, la tenuta sinistra, che aveva trascinato le persone nella sventura, fu abbandonata da tutti.

Con il passare del tempo, le energie oscure e sinistre che avvolgevano la creatura nera sigillata nel seminterrato cominciarono gradualmente a dissolversi. A poco a poco, iniziò ad apparire la figura di Kim Seonwoo che conoscevo.

Eppure, intorno a lui continuava a ondeggiare una densa aura oscura e inquietante.

Dopo aver recuperato la ragione, Kim Seonwoo rimase semplicemente a guardare i cadaveri ormai morti di se stesso e di suo padre.

Il tempo passò ancora più velocemente.

I corpi, ormai simili a mummie, si ridussero gradualmente a scheletri. Kim Seonwoo, che li fissava senza distogliere lo sguardo, rimase sempre uguale.

Ma sul suo volto si depositava sempre più profondamente la solitudine.

[È soffocante.]

Kim Seonwoo camminò lentamente per il seminterrato. I talismani erano ancora attaccati in gran numero alle pareti.

[Non riesco a respirare.]

Aggrottò leggermente la fronte e si strinse il collo con entrambe le mani, come se volesse strangolarsi. Sembrava sul punto di crollare.

[Sono solo.]

I talismani sulle pareti e sull’ingresso rimasero saldamente al loro posto. Kim Seonwoo, ancora sigillato, non poteva lasciare il seminterrato.

[Voglio uscire da qui.]

Quando dei cadaveri non rimasero altro che ossa scarne, da Kim Seonwoo cominciò a fuoriuscire una quantità folle di fumo nero.

Il fumo iniziò lentamente a bruciare i talismani attaccati alle pareti e all’ingresso.

Più i talismani bruciavano, più l’aura oscura che ondeggiava intorno a Kim Seonwoo si attenuava.

Dopo aver bruciato i talismani che lo tenevano sigillato, Kim Seonwoo salì barcollando le scale del seminterrato.

Calpestò i talismani semibruciati, ormai incapaci di svolgere la loro funzione, e lasciò l’oscurità del seminterrato.

A quel punto, l’energia oscura che prima ondeggiava intorno a lui era completamente scomparsa.

La figura che uscì dal seminterrato era proprio il Kim Seonwoo che conoscevo.

Se non fosse stato in bianco e nero, avrei potuto credere che fosse davvero davanti a me.

Kim Seonwoo si guardò intorno, tremando d’inquietudine.

Ad accoglierlo c’era soltanto una tenuta vecchia e fatiscente, ormai abbandonata, in cui rimaneva solo un’atmosfera desolata.

[Sono solo.]

Salì barcollando le scale e controllò una stanza dopo l’altra. Ma nella tenuta vuota regnava soltanto il silenzio.

Ovunque passasse Kim Seonwoo, i mobili che un tempo occupavano quei luoghi, quando viveva ancora nella tenuta, cominciavano ad apparire e a riprendere gradualmente la loro forma originaria.

[C’è qualcuno?]

Kim Seonwoo vagò con un’espressione vuota sul volto, poi afferrò la maniglia della porta d’ingresso e la aprì.

La porta si spalancò dolcemente, mostrando il mondo esterno sotto la pioggia.

Ma la mano che aveva allungato incontrò qualcosa di trasparente.

Anche quando strinse il pugno e colpì violentemente quella barriera, il muro invisibile che lo bloccava non gli permise di uscire.

Solo allora capii perché, quando gli avevo detto di venire via con me, Kim Seonwoo mi aveva risposto chiedendomi di non abbandonarlo.

Per lui, che non poteva lasciare quella tenuta, andarsene significava essere abbandonato da me.

Kim Seonwoo rimase a guardare distrattamente la foresta nera, le cui sagome ondeggiavano sotto la pioggia.

[Non voglio più restare solo. Chiunque va bene. Ti prego, resta con me…]

I suoi occhi dalle palpebre cadenti tremarono tristemente. Le lacrime gli scivolarono sulle guance, si raccolsero sul mento e caddero a terra.

Alla vista di quella scena, sentii il cuore sprofondarmi nel petto.

Kim Seonwoo continuò a fissare il mondo esterno in cui non poteva entrare. Poi chiuse la porta, si trascinò lentamente verso il soggiorno e si sedette sul divano, esausto.

Chiuse piano gli occhi.

Nello stesso istante, la vista a destra si offuscò e cominciò gradualmente a riapparire l’immagine del seminterrato.

All’improvviso avevo ricevuto così tante informazioni che mi girava la testa.

Ormai entrambi i miei occhi vedevano chiaramente il seminterrato buio.

Continuavo a ripensare a Kim Seonwoo, che appariva infinitamente fragile e triste.

Scossi energicamente la testa per scacciare quell’immagine e ripercorsi mentalmente gli eventi dall’inizio.

Kim Seonwoo era stato ucciso da suo padre.

Il rancore e la rabbia che aveva provato si erano accumulati, trasformandolo in una creatura nera e oscura, probabilmente uno spirito maligno capace di fare del male agli esseri umani.

Dopo essere diventato uno spirito maligno, Kim Seonwoo era riuscito a uccidere brutalmente suo padre. Tuttavia, nel momento stesso in cui si era trasformato, aveva perso la ragione. Incapace di placare la rabbia che lo divorava, si era insinuato nella tenuta.

Privo di senno, Kim Seonwoo aveva riversato la sua furia su persone innocenti, trascinando un’intera famiglia alla rovina. Alla fine, era stato sigillato nel seminterrato della tenuta.

Dopo essere rimasto intrappolato lì, aveva recuperato la ragione e aveva trascorso da solo un periodo di tempo che non riuscivo nemmeno a immaginare.

In quel luogo, divorato da una solitudine insopportabile, aveva desiderato qualcuno che potesse restargli accanto.

Alla fine, stremato dall’isolamento, aveva consumato le proprie forze per spezzare il sigillo e risalire al piano superiore. Ma ormai la tenuta era stata abbandonata da tempo e non c’era più nessuno che potesse alleviare la sua solitudine.

Dopo aver esaurito le proprie energie, Kim Seonwoo si era addormentato, sopraffatto da una solitudine atroce, continuando a desiderare qualcuno che potesse restare con lui in quel luogo dal quale non riusciva a fuggire.

E quella doveva essere la ragione per cui Kim Seonwoo era rimasto nella tenuta e per cui io stesso ero finito intrappolato lì.

Forse, ciò che Kim Seonwoo desiderava era che io, dopo aver visto il suo passato, restassi con lui in quella casa.

Ripensando alla sua figura mentre piangeva tristemente, dicendo di sentirsi solo, provai una stretta al cuore così forte da lasciarmi senza fiato.

Ma tutto questo era un gioco.

Erano eventi che non erano mai accaduti nella realtà.

Era tutto fittizio.

Perciò, non c’era alcun bisogno di provare sentimenti simili.

Non aveva senso.

Non avrei dovuto provare niente del genere.

Dovevo riprendermi.

Dovevo fuggire da quel luogo.

Non mi restava altro da fare.

Ormai stavo per dire addio a quella tenuta maledetta.

La vera conclusione si stava avvicinando a grandi passi.

Stavo per lasciare il seminterrato quando sentii la presenza di Kim Seonwoo che scendeva lentamente le scale.

«Hyung, sei lì, vero?» La sua presenza si avvicinava sempre di più. «Mi sono spaventato tantissimo, pensando che ti fosse successo qualcosa. Come ti viene in mente di farmi uno scherzo simile?»

Quando Kim Seonwoo apparve, il cuore cominciò a battermi violentemente.

La determinazione che avevo faticosamente ricostruito si sgretolò.

Mi tornò in mente il modo in cui aveva pianto, così disperato e fragile.

Ma insieme a quel ricordo riaffiorò anche l’immagine di lui che mi pugnalava sorridendo.

La confusione mi travolse.

Non riuscivo a decidere cosa fare.

Continuavo a vedere davanti agli occhi l’immagine di lui, rimasto solo in un posto come quello.

Era stato ucciso brutalmente da suo padre e poi era tornato in vita, colmo di un rancore profondo e vischioso.

Anche dopo aver raggiunto il suo obiettivo, non era riuscito a lasciare quella tenuta vuota ed era rimasto lì, solo.

Ripensare a Kim Seonwoo mi riempì di una tristezza e di una compassione impossibili da esprimere.

Se me ne vado, rimarrai di nuovo solo in questo luogo vuoto e desolato… Eppure, tutto questo è fittizio, un’illusione. Kim Seonwoo è soltanto un personaggio del gioco. Anche la sua tragedia è solo una storia inventata all’interno del gioco, una disgrazia nata nella mente di qualcuno. Per di più, è arrivato persino a uccidermi una volta. Provare compassione per una persona simile è ridicolo… Eppure, ciò che per me è finzione è la tua realtà.

Quel pensiero mi rendeva incapace di prendere una decisione.

Non riuscivo proprio a odiare Kim Seonwoo.

Non sapevo perché.

Anche se tutto ciò che mi aveva mostrato fosse stato falso, non riuscivo a odiarlo.

Forse questo sentimento aveva qualcosa a che fare con i ricordi che mi erano stati cancellati.

Dopo aver riflettuto a lungo, cercai di ritrovare la calma nel caos che mi riempiva la mente.

Non riuscire a odiarlo non significava che avrei rinunciato a lasciare quella tenuta orribile.

Non lo stavo abbandonando.

Sarei uscito da quel luogo, avrei recuperato i miei ricordi e ritrovato la serenità. Poi sarei tornato per rivederlo.

Mancava pochissimo all’arrivo di Kim Seonwoo nel seminterrato.

Che cosa potevo fare in quel poco tempo?

Mi tornò in mente il foglio giallo che era attaccato sul retro della fotografia di famiglia, in modo del tutto incongruo.

Se c’era un foglio giallo piegato con cura, messo in un posto tanto assurdo, non poteva che trattarsi di una cosa sola.

Staccai il foglio dal retro della fotografia e lo aprii.

Era il talismano che l’esorcista aveva attaccato al corpo originario di Kim Seonwoo, nel residuo del passato che avevo appena visto.

Se lo avessi attaccato ai resti di Kim Seonwoo, ancora vestiti con l’uniforme scolastica e distesi lì vicino, avrebbe sofferto così tanto da non poter inseguirmi.

A quel punto avrei potuto salire rapidamente, aprire la porta d’ingresso e fuggire dalla tenuta.

Continuai a rigirarmi tra le dita il talismano giallo.

Avevo promesso che non lo avrei abbandonato.

Eppure, stavo per lasciarlo lì e fuggire da quel luogo.

Non avevo intenzione di rinunciare a quella decisione, ma in un angolo del cuore sentivo il dolore del senso di colpa.

«Hyung Suhyeon, sei qui, vero? Ti ho chiamato un sacco di volte. Perché non mi hai risposto?»

“La Missione segreta Nascondino è terminata.

Il cercatore che ti stava cercando ti ha scoperto.

Il vantaggio fornito per agevolare il corretto svolgimento del gioco verrà rimosso.”

La presenza di Kim Seonwoo, che fino a poco prima sembrava vicinissima, si allontanò.

Stringendo il talismano, che avevo ripiegato in piccolo per nasconderlo, mi voltai.

Kim Seonwoo stava scendendo nel seminterrato senza nemmeno una torcia. Si appoggiò alle scale e diede un calcio distratto al teschio che vi giaceva accanto, prima di raggiungere completamente il pavimento.

Quando mi vide, si avvicinò lentamente.

«Hyung, sono rimasto solo in questa tenuta per tutto il tempo. Ero così solo che volevo morire, ma non potevo farlo. Non ero un essere che poteva morire.»

«Non avvicinarti.»

«In questa tenuta angusta, dove non c’era nessuno, ascoltavo senza sosta il rumore della pioggia e rimanevo qui, da solo, senza fare niente. A parte parlare ogni tanto con quel tizio, non avevo assolutamente nulla da fare.» 

Kim Seonwoo ignorò le mie parole e continuò ad avvicinarsi lentamente, dicendo cose che non riuscivo a comprendere.

«E poi sei arrivato tu, hyung.»

La sua voce tremava leggermente.

Alla luce fioca della torcia, non riuscivo a distinguere l’espressione del suo volto mentre camminava verso di me da lontano.

«La persona che avevo sempre sognato, il mio amore che potevo vedere soltanto nei sogni, ha aperto la porta ed è venuto a cercarmi.»

Man mano che la distanza si riduceva, strinsi ancora più forte il talismano che tenevo in mano.

«Non sono patetico? Non ti faccio pena? Ti prego, prova compassione per me. Resta con me, va bene?»

«…Seonwoo.»

«Mi hai promesso che avremmo incrociato i mignoli. Mi hai detto che non mi avresti abbandonato. Mantieni la promessa. Non lasciarmi.»

La voce di Kim Seonwoo risuonò tristemente.

Ormai era abbastanza vicino da permettermi di distinguere il suo volto alla luce debole della torcia.

La mano con cui stringevo il talismano tremava.

Posso farcela.

Ce la farò.

Devo farlo.

Non sapevo cosa mi aspettasse nella realtà che avevo lasciato.

Ma dovevo uscire dal gioco e tornare alla realtà.

«Io… io devo andarmene.»

«Perché?»

«Perché questo posto non è la mia realtà.»

«Se mi scegli, anche questo posto diventerà la tua realtà. Posso fare in modo che succeda. Così potremo stare insieme per sempre.»

Kim Seonwoo si fermò a circa due metri da me e parlò con voce roca.

Il silenzio si prolungò. Il suo volto si contorse e la voce si fece sempre più tremula.

«Anch’io sono Kim Seonwoo. Anch’io sono il Kim Seonwoo che ami. Perciò ho anch’io il diritto di averti. È ingiusto che possa averti lui, mentre io no.»

«Che cosa significa? Chi è quel tizio?»

«È un segreto.»

Kim Seonwoo serrò le labbra e fece un passo avanti.

Anch’io mi allontanai di un passo per evitarlo.

I resti del Kim Seonwoo morto urtarono i miei piedi.

«Seonwoo, anche se me ne vado da qui, tornerò a cercarti.»

«Non puoi.»

«Non voglio abbandonarti. Questo è il mondo di un gioco, no? Posso tornarci in qualsiasi momento. Te lo prometto. Tornerò a trovarti.»

«Bugiardo. Vuoi abbandonarmi.»

Le sue parole mi si conficcarono nel petto come aghi.

Era vero.

Quello che stavo per fare era abbandonare Kim Seonwoo, che non poteva lasciare quel luogo, e fuggire da solo.

Qualunque cosa dicessi per addolcire la realtà, il fatto non sarebbe cambiato.

Andarmene da lì significava abbandonarlo.

«Se te ne vai, non potrai più tornare.»

«Come fai a esserne così sicuro?»

«Adesso ne so più io di te. Quel bastardo, con la rabbia che ha addosso, non ti restituirà mai a me. Perciò questa è la mia unica occasione per averti.»

Dopo aver detto quelle parole, Kim Seonwoo cominciò ad avanzare verso di me a grandi passi, quasi correndo.

Istintivamente, spiegai in un solo movimento il talismano che tenevo in mano e lo infilai tra i vestiti dei resti ai miei piedi.

«Aaaah!»

Nello stesso istante, Kim Seonwoo lanciò un urlo di dolore.

Cadde a terra e cominciò a graffiarsi tutto il corpo, contorcendosi per la sofferenza.

Il talismano a contatto con i resti di Kim Seonwoo cominciò a bruciare, partendo da un’estremità.

Kim Seonwoo sudava freddo, aveva il volto deformato dal dolore e graffiava disperatamente il pavimento. Alla vista di quella scena, i miei piedi sembravano incollati al terreno.

Non avrei mai immaginato che avrebbe sofferto così tanto.

La mano che stringeva la torcia tremava. Avrei voluto togliere con le mie mani quel talismano che lo stava facendo soffrire.

Ma se non avessi agito in quel momento, non avrei avuto un’altra occasione.

Non riuscii più a sopportare la vista di Kim Seonwoo che soffriva.

Chiusi forte gli occhi e voltai la testa dall’altra parte.

Mi costrinsi a muovere i piedi, che sembravano incapaci di staccarsi dal terreno, e mi precipitai verso le scale che conducevano al piano superiore.

«Singh… N-non andare! Aaaah! Non andare via!»

La voce di Kim Seonwoo, che urlava come se gli stessero lacerando la gola, mi si aggrappò disperatamente alle gambe.

Sembrava che mi avessero legato alle gambe dei pesi enormi. Mi tappai le orecchie e mi costrinsi a muovere i piedi, che faticavano a staccarsi dal pavimento. Salii le scale e, arrivato davanti alla porta d’ingresso, inserii a fatica la chiave nella serratura con le mani tremanti.

Sbloccai la porta.

Ancora una volta, davanti a me si aprì la vista sul mondo esterno.

In lontananza, davanti alla foresta nera che ondeggiava sotto le raffiche di vento e la pioggia battente, lo spazio cominciò a lacerarsi in modo innaturale, aprendosi sempre di più.

Un portale immerso nell’oscurità più assoluta.

Probabilmente era quella la via d’uscita dal gioco.

Esitai soltanto per un istante.

Attraversai la porta d’ingresso spalancata e uscii. Sentii la pioggia violenta colpirmi tutto il corpo, con una sensazione così vivida da sembrare reale.

«Hyung!»

Sorpreso da quel grido, mi voltai.

Kim Seonwoo mi aveva seguito fuori dal seminterrato, ma non riusciva a oltrepassare la porta d’ingresso. Colpiva la barriera trasparente che gli sbarrava la strada e piangeva disperatamente, singhiozzando come un bambino.

«Hyung, hyung, non andare! Avevi detto che non mi avresti abbandonato! Me l’avevi promesso! Avevamo incrociato i mignoli per sigillare la promessa! Perciò non andare, ti prego! Non lasciarmi solo in questo posto orribile…! Non abbandonarmi…»

Il suo grido disperato mi si conficcò nelle orecchie.

Ebbi la sensazione che quelle urla mi afferrassero la schiena e mi tirassero indietro.

Non volevo sentirle.

Se avessi continuato ad ascoltarle, temevo che mi sarei fermato.

Mi coprii le orecchie e corsi verso il portale.

«Non andare! Ti ho detto di non andare! Suhyeon, Lee Suhyeon! Non andare!»

Udendo quelle urla filtrare tra le dita con cui mi coprivo le orecchie, mi lanciai nel portale.

Ebbi la sensazione di precipitare in un abisso senza fondo.

In quel momento, risuonò il familiare campanello di una notifica e davanti ai miei occhi apparve una finestra olografica opaca.

“Hai ottenuto il True Ending – Non abbandonarmi.

Congratulazioni!

Hai svelato tutti i segreti di questa tenuta abbandonata e sei riuscito a fuggire.

Kim Seonwoo, l’unico sopravvissuto alla tragedia avvenuta nella tenuta, si è trasformato in uno spirito maligno, divorato dalla rabbia per non aver potuto completare la sua vendetta contro il padre, responsabile dell’omicidio suo e della sua famiglia.

Dopo aver vagato senza meta per la tenuta e aver terrorizzato le persone che vi soggiornavano, è stato infine sigillato nel seminterrato da un esorcista.

Una volta sigillato, ha scoperto troppo tardi il cadavere del padre, brutalmente assassinato, e si è reso conto di essere stato lui stesso a ridurlo in quello stato.

Alla fine, il suo obiettivo di vendetta era scomparso e la rabbia, ormai priva di uno scopo, si era spenta invano. Eppure, per ragioni sconosciute, non riusciva a dissolversi ed era rimasto intrappolato nel seminterrato.

Dopo molti anni trascorsi in una solitudine insopportabile, lo spirito maligno ha consumato le proprie forze per liberarsi autonomamente dal sigillo.

Avendo esaurito gran parte della sua energia, si è addormentato profondamente nella vecchia tenuta deserta, desiderando qualcuno che potesse comprendere la sua sofferenza e restargli accanto per sempre.

Seguendo la volontà dello spirito maligno, la tenuta ha cominciato ad attirare le persone che si perdevano nella foresta, invitandole al suo interno.

Un giorno, mentre vagavi nella foresta, hai trovato la tenuta e sei stato attirato al suo interno dalla forza dello spirito maligno.

Tuttavia, tu, che avresti potuto diventare l’unica persona capace di comprenderlo e il suo amico eterno, sei riuscito a svelare tutti i segreti della tenuta e a fuggire dalle grinfie dello spirito maligno, che voleva legarti a sé per sempre.

Lo spirito maligno è rimasto nuovamente solo e continua ad aspettare, nella tenuta deserta, qualcuno che possa comprenderlo.

-Fine- ”

“Il gioco terminerà automaticamente la sessione tra 5 secondi.

5,

4,

3,

2,

1.”

Udii un suono elettronico acuto e irritante.

La vista cominciò gradualmente a schiarirsi e strinsi gli occhi, infastidito dalla luce abbagliante.

I dispositivi che mi tenevano immobilizzato si staccarono da soli.

Il mio corpo si afflosciò pesantemente.

«Hyung! Hyung! Stai bene?»

Ero seduto senza forze, completamente abbandonato a me stesso, quando qualcuno mi raggiunse in fretta e mi strinse con forza tra le braccia.

Sbattei lentamente le palpebre e vidi una testa dai capelli castani.

Nello stesso istante, i ricordi che giacevano sopiti cominciarono a riaffiorare poco alla volta.

Sollevai debolmente una mano e accarezzai senza energia la testa della persona che mi stava abbracciando.

«Sto bene.»

«Mi dispiace… Ueeeh, hyung, ho sbagliato…»

«Che cosa avresti fatto di sbagliato?»

Le lacrime dell’uomo mi bagnarono la spalla.

Mi ricordava un cagnolino che si infilava nel mio abbraccio piagnucolando, e mi sfuggì una piccola risata.

«Mi stai bagnando i vestiti.»

«Uhm… Mi dispiace.»

«Va tutto bene.»

L’uomo, che aveva tenuto il viso affondato nella mia spalla, sollevò lentamente la testa.

Il mio amato partner, Seonwoo, mi guardava con il volto completamente bagnato di lacrime.

Vederlo così infinitamente triste mi spezzò il cuore.

Le lacrime continuavano a sgorgargli dagli occhi. Gli asciugai delicatamente le guance.

«Sto davvero bene. Sono stato io a decidere di farlo.»

I ricordi che erano rimasti sepolti riaffiorarono in superficie.

Erano ricordi che mi appartenevano da sempre, ma il loro riaffiorare incontrollato e incessante mi affaticava la mente. Le palpebre cominciarono lentamente a chiudersi.

Avevo la testa in subbuglio.

«Seonwoo, ho un po’ sonno. Posso dormire per un po’?»

«S-sì… sniff.»

«Se continui a piangere, il tuo hyung sarà troppo preoccupato per riuscire ad addormentarsi.»

«N-no… sniff. Non sto piangendo.»

«Bravo. Così… Bravo. Il mio Seonwoo.»

Vedendo Seonwoo spalancare gli occhi con aria ostinata per dimostrarmi che non stava piangendo, sorrisi appena e chiusi lentamente gli occhi.

La vista si oscurò del tutto.

Non sapevo se fosse per la stanchezza o perché i ricordi dimenticati dovevano essere rimessi in ordine, ma dopo molto tempo feci un sogno.

Quel giorno ero andato a trovare il mio dispettoso partner nel suo studio. Da giorni non tornava a casa, dicendo che stava per completare il gioco a cui lavorava da oltre un anno.

Era così concentrato che non si era nemmeno accorto del rumore della porta che si apriva. Rimasi a guardarlo per una decina di minuti mentre fissava intensamente il monitor e digitava qualcosa a grande velocità.

Sospirai di fronte alla sua vulnerabilità, dato che era così assorto da non essersi accorto della mia presenza, e lo chiamai.

«Seonwoo, sono arrivato.»

«Eh? Hyung?»

Il suono vivace della tastiera si interruppe e Seonwoo, con gli occhi illuminati dalla gioia, si avvicinò a me e mi abbracciò.

Dato che era più alto di me, sembrava quasi che fossi io a essere preso tra le sue braccia.

«Sei ancora impegnato? Sono già quattro giorni che non torni a casa.»

«Ueeeh… Sei mancato tantissimo anche a me, hyung…»

Seonwoo finse di singhiozzare, affondò il viso nella mia spalla e cominciò a strofinarvi le guance.

«Mi è mancato il mio hyung, e mi è mancato Mongi…»

«A proposito, Mongi continua a cercarti. Ultimamente non mangia nemmeno gli snack per cani che gli piacciono tanto e passa tutto il tempo vicino alla porta d’ingresso.»

«Cosa?! Mongi fa così?»

«Sì.»

«Il mio bravo Mongi… Quando tornerò a casa, gli darò un sacco dei suoi snack preferiti.»

«E allora, qual è il problema?»

«Ti avevo detto che volevo creare un gioco identico alla realtà, vero?»

«Sì.»

Con i progressi tecnologici raggiunti fino a quel momento, i giochi di realtà virtuale erano diventati estremamente popolari.

Ogni nuovo gioco veniva pubblicizzato come più realistico della realtà stessa, ma, una volta entrati al suo interno, si finiva inevitabilmente per notare qualcosa di artificiale e poco convincente.

Seonwoo, che aveva scelto la realtà virtuale come campo di specializzazione, non era soddisfatto di quei risultati e aveva deciso di creare un gioco tutto suo.

Era un genio e, proprio per questo, era riuscito a realizzare in poco tempo un ambiente virtuale di altissima qualità.

«Sono riuscito a creare uno spazio realistico, ma il problema sono gli NPC. Considerato il ruolo che devono svolgere, dovrebbero comportarsi in modo naturale. Eppure, forse perché sono intelligenze artificiali, ci sono ancora molti aspetti innaturali.»

«Quali aspetti?»

«A volte la conversazione si interrompe e compare il messaggio “Comando non riconosciuto”. Ogni volta che succede, l’immersione nel gioco si spezza.»

«Ah, sì, sarebbe un problema.»

«Già. Così questa volta ho scansionato il mio cervello e creato un personaggio che mi somiglia moltissimo. Ma adesso sembra che abbia troppa volontà propria e non mi obbedisca come dovrebbe. Non riesco ancora a capire esattamente in che modo si comporti… Credo che dovrei osservare qualcuno che gioca davvero, per individuare il problema. Probabilmente basterebbe una sola sessione per capire più o meno dove intervenire. Però preferirei non essere io a provarlo, quindi pensavo di reclutare presto dei tester.»

Vedendo Seonwoo lamentarsi con le labbra imbronciate, mi venne una buona idea.

«Che ne dici se lo provo io?»

«Eh? No, non serve. La sicurezza non è ancora stata verificata…»

«Non fare complimenti. Ero curioso di sapere che tipo di gioco fosse, visto quanto ci stai lavorando, al punto da trascurare me.»

«Hyung… Non ti ho abbandonato. Non è vero che ti ho abbandonato. Anche io sentivo tantissimo la tua mancanza.»

«Stavo scherzando.»

Sorrisi appena, sentendo le morbide labbra di Seonwoo posarsi affettuosamente sul mio viso mentre continuava ad abbracciarmi e a fare il capriccioso.

«Lo proverò io. Mi piacciono i giochi horror… E soprattutto voglio essere il primo a giocare a qualcosa che hai creato tu.»

«Se me lo dici così, come faccio a rifiutare…»

«La durata della partita è lunga?»

«No. È ambientato in una tenuta di due piani, quindi lo spazio è ristretto e limitato. Non dovrebbe essere molto lungo.»

«Allora facciamolo subito.»

«Subito?»

«Sì. Perché?»

«Penso che dovrei controllare ancora una volta alcune cose…»

«Hai già controllato tutto il resto e ti rimane soltanto quel problema che ti sta facendo impazzire. Altrimenti non avresti pensato di reclutare dei tester.»

«È vero, ma non si sa mai…»

«Seonwoo.»

«Sì!»

«Mi fido del mio Seonwoo intelligente. È un gioco che hai creato tu. Che cosa potrebbe mai andare storto?»

«Hyung…!»

Dopo aver calmato Seonwoo, che mi si era avventato addosso come un cane pieno di entusiasmo, ascoltai a grandi linee la trama del gioco e il metodo per raggiungere il vero finale. Poi mi sedetti su un dispositivo da gioco simile a una poltrona massaggiante.

«Come ti ho detto prima, non ho inserito una funzione che permetta di disconnettersi durante la partita. Se si interrompe il gioco a metà, si perde l’immersione. Perciò sarà possibile disconnettersi soltanto dopo aver raggiunto un finale… Sei davvero sicuro che vada bene?»

«Ti ho detto che va bene. Ci sono altre precauzioni che dovrei conoscere?»

Seonwoo esitò prima di parlare con cautela. «Ehm… Anche se “Kim Seonwoo” mi somiglia, non affezionarti troppo a lui.»

«Perché? Sei geloso?»

«Certo che sì. Hyung è mio.»

«Ma è stato creato prendendo te come modello.»

«Eppure, non sono io. Non possiede nemmeno tutti i miei ricordi. È soltanto un NPC creato sulla base di alcune impostazioni.»

«Ho capito. Era questo che ti preoccupava, Seonwoo?»

«…Sì.»

«Non preoccuparti troppo. Facciamo in fretta, così poi torniamo a casa insieme. Mongi ci sta aspettando.»

«Sì. Hyung, e come ti ho detto prima, non sforzarti troppo.»

«Va bene. Tanto, anche se mi accoltellano, sentirò soltanto un dolore paragonabile a quello di una puntura d’ago. Che cosa potrebbe mai succedere?»

«Sono comunque preoccupato.»

Calmai Seonwoo, che continuava a mostrarsi apprensivo fino all’ultimo, mi appoggiai allo schienale e premetti il pulsante di accensione.

Nello stesso istante, il dispositivo avvolse il mio corpo. Oltre la vista che si oscurava, cominciò ad apparire l’immagine sfocata di una tenuta sotto la pioggia.

Sbattei le palpebre un paio di volte e, quando riaprii gli occhi, mi trovai davanti a una tenuta che emanava un’atmosfera sinistra.

Qualcosa mi proteggeva dall’alto, impedendo alla pioggia di bagnarmi. A parte questo dettaglio, ogni cosa sembrava così realistica da farmi venire i brividi.

La tenuta mostrava i segni del tempo. Il rumore bianco della pioggia torrenziale risuonava incessantemente, mentre l’aria fresca sulla pelle e il debole odore dell’erba e della terra mi facevano rabbrividire.

Era l’ambiente virtuale più perfetto e inquietante che avessi mai sperimentato.

Kim Seonwoo, che aveva creato tutto questo da solo, era molto più di un semplice genio.

Non potevo restare lì a guardare e ad ammirare. Mi avvicinai lentamente alla tenuta e la porta, fino a quel momento saldamente chiusa, si socchiuse come se volesse invitare il giocatore a entrare.

Afferrai la maniglia e aprii la porta.

Davanti al corridoio che si estendeva in orizzontale, vidi le scale che conducevano al primo piano.

Nel momento in cui misi piede all’interno, un dolore improvviso e violento mi esplose nella testa.

Poi tutto si oscurò.

***

Pov in terza persona

Dopo essere uscito dal dispositivo di gioco, Suhyeon rimase profondamente addormentato per tutta la giornata.

Quando finalmente si svegliò, guardò l’ambiente circostante con aria smarrita. Vedendolo confuso e spaventato alla sua vista, Seonwoo riuscì a convincerlo ad andare in ospedale.

Terminata la visita, Suhyeon, forse esausto, si addormentò nuovamente.

Seonwoo lo osservò per un po’. Poi lasciò l’ospedale, abbandonando Suhyeon addormentato nel letto, con una flebo al braccio.

«Sembra che abbia subito un trauma psicologico. È successo qualcosa?»

«È una questione personale… La situazione è grave?»

«Non sembra particolarmente grave, quindi non deve preoccuparsi eccessivamente. Tuttavia, dovrà fare attenzione affinché non subisca un altro trauma. Quando la mente crolla, è molto difficile ristabilirsi.»

Ripensando alle parole del medico, Seonwoo tornò al suo studio.

Avrebbe voluto restare accanto a Suhyeon mentre dormiva.

Ma c’era un problema che doveva risolvere prima di ogni altra cosa.

Fin dall’inizio, qualcosa non era andato per il verso giusto.

Per qualche ragione, Suhyeon non lo riconosceva.

Avrebbe dovuto terminare forzatamente il gioco già allora.

Il problema più grave si era verificato durante il primo brutto finale di Lee Suhyeon.

La scritta “ERROR”, apparsa all’improvviso sullo schermo in caratteri enormi, aveva lasciato Seonwoo completamente impotente.

Nessun metodo funzionava.

Non aveva potuto fare altro che guardare impotente il proprio compagno morire dolorosamente dall’altra parte dello schermo.

Qualunque comando impartisse, il gioco non terminava.

Anche premendo il pulsante di arresto forzato del dispositivo di realtà virtuale, non succedeva nulla. Il sistema era completamente bloccato.

Seonwoo aveva dovuto guardare impotente il suo amato, che aveva perso la memoria e, senza sapere perché, lottava disperatamente per fuggire dalla tenuta inquietante.

Tutto ciò che poteva fare per Suhyeon era fidarsi di lui e aspettare.

Quella consapevolezza lo tormentava.

Arrivato nello studio, si sedette immediatamente davanti al monitor.

Sullo schermo, ancora acceso, si vedeva un’altra versione di se stesso, immobile davanti alla porta d’ingresso spalancata.

Poco dopo, Seonwoo ricordò ciò che quella cosa aveva fatto a Suhyeon.

Digrignò i denti con un rumore sinistro.

Le mani che teneva serrate tremavano per la rabbia.

Avrebbe voluto cavargli gli occhi, bruciargli la bocca con un ferro rovente e tagliargli le mani, infliggendogli un dolore atroce.

Ma conosceva un metodo più semplice e sicuro per vendicarsi di quel “Kim Seonwoo”.

Come se avesse percepito la sua presenza, dallo schermo si levò una voce identica alla sua.

[Maledizione, restituiscimi Lee Suhyeon.]

«Perché dovrei?»

[Lui è mio! È mio! Lee Suhyeon, avevi detto che non mi avresti abbandonato! Me l’avevi promesso! Avevi detto che non mi avresti lasciato!]

Il “Kim Seonwoo” sullo schermo urlava e si agitava disperatamente.

Seonwoo, dall’altra parte, lo osservava senza alcuna emozione.

Il problema era stato avergli concesso troppa volontà propria, soltanto perché aveva seguito il proprio desiderio.

Inoltre, aveva commesso l’errore di non considerare che quel personaggio era stato creato sulla base della scansione del suo cervello, finendo per gettare Suhyeon direttamente nelle fauci di quel bastardo.

Era tutta colpa sua.

No, il vero idiota era lui, per non essersene accorto fin dall’inizio.

Quel personaggio era stato un ammasso di bug sin dall’origine.

Nemmeno la cancellazione dei ricordi era avvenuta correttamente.

Dal primo errore in poi, tutto era precipitato nel caos.

Si era attaccato a Suhyeon, gli si era appiccicato addosso e aveva persino desiderato le sue labbra.

E alla fine era arrivato a ucciderlo.

Per di più, con la sua stessa faccia stampata su quella testa!

Seonwoo ricordò come Suhyeon si fosse ritratto spaventato, come un gatto che si mette in guardia davanti a un estraneo, quando aveva visto il suo volto.

Pensare che Suhyeon potesse non riuscire più a guardarlo normalmente a causa del trauma provocato da quel bastardo gli spezzava il cuore.

La voce cupa di Seonwoo risuonò nello studio.

«Sei soltanto un ammasso di dati. Come osi mettere gli occhi su qualcuno che non ti appartiene?»

[Perché io no e tu sì? Se doveva andare così, non avresti dovuto crearmi, maledetto bastardo!]

«Sono d’accordo con te. Ho preteso troppo. Avrei dovuto fermarmi al momento giusto, ma non l’ho fatto.» Seonwoo scosse la testa con aria rammaricata. Poi pronunciò con tono deciso e indifferente: «Perciò adesso rimetterò le cose a posto.»

[Cosa?]

Nel silenzio, l’unico suono era quello del mouse che cliccava.

“[Elimina cartella]

Questa cartella è troppo grande per essere spostata nel Cestino.

Vuoi eliminarla definitivamente?

GHOST_KIM_SEON_WOO

Data di creazione: 21 giugno 2XXX, ore 19:58

[Sì (Y) / No (N)]”

Seonwoo fissò lo schermo e sollevò gli angoli della bocca.

Il “Kim Seonwoo” sullo schermo scosse violentemente la testa, in preda al panico.

[Non farlo. Ti ho detto di non farlo! Maledetto bastardo! Non farlo! Hyung, Suhyeon hyung! Avevi detto che non mi avresti abbandonato! Non lasciarmi! Avevi detto che saresti tornato! Ti prego, ti prego!]

«Hyung dice che non vuole più vederti.»

[Non mentire, bastardo! Credi davvero che ti creda?]

«Che tu mi creda o meno, non mi interessa.»

Seonwoo spostò il cursore del mouse su “Sì” e cliccò.

[Maledizione, fermati! Ti ho detto di fermarti! Sei un bastardo crudele!]

Il corpo del “Kim Seonwoo” cominciò a dissolversi in piccole particelle, partendo dalle punte dei piedi.

Le labbra di Seonwoo si incurvarono in un piccolo sorriso.

Era un sorriso sinistro, completamente diverso da quello con cui guardava Suhyeon.

Ma anche quel sorriso scomparve rapidamente, lasciando il suo volto privo di qualsiasi espressione.

La clessidra del mouse continuò a girare.

“Eliminazione del file in corso… 18%”

Il “Kim Seonwoo” si inginocchiò e cominciò a graffiare disperatamente la barriera trasparente davanti alla porta d’ingresso, quella che gli impediva di uscire.

“Eliminazione del file in corso… 42%”

[Suhyeon! Suhyeon! Hyung! Salvami! Salvami, ti prego! Non voglio morire!]

«Non sei mai stato vivo, tanto per cominciare.»

[Sta’ zitto!]

Le dita che avevano toccato Lee Suhyeon cominciarono a disperdersi.

“Eliminazione del file in corso… 76%”

[Lee Suh…]

La bocca che aveva desiderato Lee Suhyeon si dissolse. Subito dopo scomparvero gli occhi che lo avevano guardato.

Mentre osservava tutto senza provare nulla, udì il suono familiare di una suoneria.

Quando vide chi lo stava chiamando, il volto di Seonwoo si illuminò gradualmente di gioia, come una tela bianca sulla quale qualcuno avesse versato del colore.

“Eliminazione del file in corso… 99%”

“Eliminazione completata.”

«Sì, hyung! Ti sei svegliato?»

[Sì. Dove sei?]

«Sono sceso un attimo a comprare qualcosa. Hyung, c’è qualcosa che vuoi mangiare? Te la porto!»

[Mele.]

«Va bene. Le compro subito e torno!»

[Sì.]

Seonwoo esitò, incapace di interrompere la chiamata.

[Perché? Devi dirmi qualcosa?]

«…Hyung, lo sai che ti amo, vero?»

Una lieve inquietudine avvolse Seonwoo.

Come se avesse intuito la sua ansia, dall’altra parte del telefono giunse una risatina sommessa, che gli sfiorò dolcemente l’orecchio.

[Lo so. Ti amo anch’io. Quindi sbrigati a tornare, Seonwoo. Voglio vederti.]

Gli occhi di Seonwoo si spalancarono.

Nonostante tutto quello che aveva dovuto subire a causa sua, Suhyeon gli aveva detto che lo amava e che desiderava vederlo.

Quelle parole riempirono il cuore di Seonwoo di felicità.

Gli angoli della bocca si sollevarono spontaneamente.

Era un sorriso luminoso e innocente, completamente diverso da quello sinistro di poco prima.

Senza nascondere la felicità che gli riempiva il cuore, Seonwoo sussurrò con una voce colma d’affetto: «Sì. Va bene. Torno subito!»

Seonwoo chiuse la porta e uscì.

Nel suo studio, la luce del monitor ancora acceso illuminava debolmente la stanza buia.

Sul monitor si vedeva soltanto la tenuta deserta sotto la pioggia.

Fine

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