Mi ha ceduto al suo migliore amico
Il giorno della mia festa per la maggiore età, approfittando dell’alcol, confessai i miei sentimenti a Shen Siyu.
«Ge, mi piaci. Mi piaci da tantissimo tempo…»
Gli amici che fino a un momento prima stavano festeggiando il mio compleanno sprofondarono in un silenzio inquietante. Anche la mano dell’uomo davanti a me, che reggeva un bicchiere di vino, si irrigidì. I suoi occhi mi fissarono freddamente.
Dopo un lungo momento, lo sentii sogghignare.
«Xie Tingbai, hai perso completamente la vergogna?»
Abbassai la testa. L’entusiasmo che fino a un istante prima mi ribolliva nel petto venne spento di colpo.
Shen Siyu, però, continuò: «Xie Tingbai, sono tuo fraello. Non ti ho trattato bene? Perché devi disgustarmi in questo modo?»
Rimasi a fissare il pavimento, stordito.
Da quando avevo seguito mia madre nella famiglia Shen, quelle erano le parole più crudeli che Shen Siyu mi avesse mai rivolto.
Shen Siyu si massaggiò la radice del naso. Sembrò lanciarmi un’occhiata, poi si voltò verso gli altri.
«Uscite tutti. Fu Huai… tu resta.»
Quando sentii quel nome, il mio corpo si irrigidì completamente.
Fu Huai era un dissoluto dalla pessima reputazione, famoso per i suoi metodi spregiudicati e per il suo comportamento da donnaiolo.
Shen Siyu e lui sembravano avere un buon rapporto, almeno in apparenza, ma in privato mi aveva sempre messo in guardia, dicendomi di stare alla larga da Fu Huai.
E adesso gli chiedeva di restare. Perché?
Fu Huai, al contrario di me, non sembrava affatto nervoso. Quando tutti se ne furono andati, si versò allegramente un bicchiere di vino e accavallò le gambe.
«Oh, signorino Shen, che cosa hai intenzione di fare questa volta?»
Shen Siyu posò il bicchiere e indicò distrattamente me. «Portalo a casa tua. Divertiti pure come vuoi, basta che gli fai passare questa sua disgustosa inclinazione.»
Fu Huai scoppiò a ridere. Continuando a ridacchiare, si alzò e si avvicinò a me.
Un dito freddo mi sollevò il mento. Fu Huai mi guardò con i suoi occhi da volpe, sorridendo.
«Signorino Shen, ci hai pensato bene? Mi stai davvero regalando un ragazzino così carino?»
Shen Siyu agitò la mano. «Portalo via. Tanto, in questo periodo mio padre è in viaggio con sua madre. Non c’è nessuno che possa occuparsi di lui.»
Rimasi immobile, sentendo come se tutto il sangue nelle mie vene si fosse congelato.
L’uomo che per anni avevo considerato mio fratello, con cui avevo vissuto fianco a fianco, voleva davvero consegnarmi a uno sconosciuto dalla pessima reputazione.
Fu Huai, invece, accettò con un sorriso. Subito dopo mi afferrò il polso senza lasciarmi possibilità di oppormi, mi trascinò via da davanti a Shen Siyu e mi infilò nella sua automobile.
Confuso e frastornato, fui condotto alla sua abitazione.
A differenza del suo abbigliamento appariscente, simile a quello di un pavone che ostenta le proprie piume, la casa di Fu Huai era arredata in modo piuttosto sobrio e minimalista. Peccato che non avessi proprio la testa per apprezzarla.
Mi lasciò cadere sul divano, poi andò tranquillamente a versarsi un bicchiere d’acqua. Quando si voltò e mi vide ancora seduto lì, con lo sguardo perso nel vuoto, non riuscì a trattenere una risata.
«Mio piccolo signorino, stai ancora pensando al tuo caro fratellone?»
Non sapevo se fosse una mia impressione, ma pronunciò le parole “caro fratellone” con un’enfasi particolare.
Fu Huai si avvicinò con il bicchiere in mano. Aveva un fisico robusto, eppure la mano con cui mi sollevò il mento era fredda.
«Ascoltami bene, piccolo signorino. Tuo fratello ti ha già consegnato a me. Resterai qui per un po’ e farai il bravo, d’accordo?»
Detestavo quella sensazione di freddo sulla sua mano e cercai di voltare la testa, ma lui mi strinse il mento con forza.
«Allora? Piccolo signorino, di’ che farai il bravo e obbedirai.»
Strinsi i denti e sollevai la testa, incrociando il suo sguardo. Quegli occhi da volpe, capaci di sembrare affettuosi persino quando guardavano un cane, in quel momento mi fissavano con una serietà insolita.
Strinsi ancora una volta i denti e, alla fine, risposi a bassa voce: «Va bene. Ti obbedirò.»
Solo allora Fu Huai sorrise, lasciandomi andare il mento. «Ecco, così va meglio, piccolo signorino.»
Chiamò il maggiordomo e gli ordinò di prepararmi una stanza. Poi si sedette accanto a me e continuò a guardarmi con quel suo sorriso.
«Ehi, torna con i piedi per terra, piccolo signorino!»
Continuava a chiamarmi “piccolo signorino” e quella cosa mi irritava. In fondo, a parte Shen Siyu, nessuno mi aveva mai considerato davvero un giovane signore. E adesso persino Shen Siyu mi trattava come una cosa disgustosa, tanto da affidarmi a Fu Huai perché mi rimettesse in riga.
Voltai la testa. «Non chiamarmi così.»
«E come dovrei chiamarti, allora?» Fu Huai sembrò divertirsi. Mi si avvicinò, avvolgendomi come un serpente. «Tingbai? Xiaobai? Baibai?»
Il suo tono era leggero, ma il suo avvicinarsi mi faceva irrigidire sempre di più. Non potei fare a meno di insultarlo mentalmente.
Quest’uomo è davvero un dissoluto, proprio come dicono. Non ha il minimo senso del limite!
Così, quando propose un altro nomignolo, risposi a casaccio e lo spinsi via con forza.
Lui, però, non si arrabbiò affatto. Sorridendo, dichiarò: «Allora ti chiamerò Tingting!»
Rimasi improvvisamente di stucco.
Perché, in passato, anche Shen Siyu mi chiamava “Tingting”.
***
Quando avevo otto anni, ero arrivato nella famiglia Shen insieme a mia madre. Shen Siyu era mio fratello soltanto di nome. Dico “di nome” perché, per qualche motivo che non avevo mai compreso, lo zio Shen non aveva mai fatto trasferire la mia residenza anagrafica e quella di mia madre nella famiglia Shen.
All’epoca ero appena entrato in una famiglia benestante e non conoscevo le buone maniere né le regole dell’alta società. In privato, non erano mancati quelli che mi guardavano dall’alto in basso.
Fino a quando, durante un banchetto di famiglia, non fui deriso dai parenti degli Shen perché non sapevo distinguere i riflessi delle pietre preziose nei gioielli.
Quei bambini mi guardavano con disprezzo.
Mi circondarono e mi insultarono senza alcun ritegno. Dissero persino che mia madre era un’amante che aveva cercato di prendere il posto della moglie legittima, una donna avida che sognava di diventare una fenice sposando qualcuno di ricco.
Quando sentii le parole offensive che pronunciavano contro mia madre, fui travolto dalla rabbia. Strinsi i pugni e mi lanciai contro di loro.
Ma due pugni non potevano nulla contro quattro mani.
Mi picchiarono e poi mi spinsero in piscina.
Non sapevo nuotare. Mentre annegavo, persi gradualmente conoscenza.
Quando ripresi i sensi, vidi Shen Siyu, completamente fradicio, seduto sul bordo della piscina con me tra le braccia. Mi guardava con aria preoccupata.
«Tingting, stai bene?»
Scossi la testa e cercai di rimettermi seduto.
Solo dopo essersi assicurato che non mi fosse successo nulla, Shen Siyu tirò un sospiro di sollievo. Poi rivolse lo sguardo ai bambini che mi avevano spinto in acqua e disse con voce gelida: «Chiedete scusa a mio fratello.»
Quei bambini avevano un’espressione riluttante, ma, dato che si trattava di un ordine di Shen Siyu, alla fine si avvicinarono e mi chiesero scusa a testa bassa.
Non prestai loro attenzione. Sollevai soltanto il capo e fissai senza distogliere lo sguardo mia madre, che si trovava dietro lo zio Shen.
Lei si accorse del mio sguardo, ma abbassò semplicemente la testa per evitarlo e si nascose ancora di più dietro lo zio Shen.
Strinsi i pugni e, alla fine, riuscii a pronunciare a denti stretti: «Non importa.»
Quella sera, a causa del freddo preso dopo essere quasi annegato, mi venne una febbre altissima.
Nel dormiveglia, sentii la voce addolorata di mia madre: «Tingbai, non devi prendertela con la mamma. Oggi sei stato troppo impulsivo. Hai costretto il signorino Shen a entrare in acqua per salvarti… In fondo viviamo a casa d’altri. Ci sono cose che è meglio sopportare, quando possibile.»
Meglio sopportare…
Ma erano già dieci anni che sopportavo tutto. Non ce la facevo più, mamma.
***
«Ehi? Tingting!»
La voce di Fu Huai mi riportò al presente. Mi stava guardando con aria insoddisfatta.
«Il maggiordomo ha già preparato la tua stanza. Vai a dare un’occhiata.»
Mi alzai in fretta e seguii il maggiordomo al piano di sopra.
La mia camera si trovava accanto allo studio. L’arredamento era composto soltanto da un monotono e opprimente bianco, nero e grigio, ma almeno la stanza era abbastanza spaziosa.
Il maggiordomo rimase sulla soglia, con il capo rispettosamente chino.
«Il signorino ha detto che, se dovesse avere altre richieste, può tranquillamente comunicarle.»
Sogghignai.
Non avevo dimenticato che ero venuto lì perché Fu Huai mi rimettesse in riga.
In fondo ero sempre ospite a casa di qualcun altro. Da quando avevo tutto quel diritto di scelta?
«Non serve. Così va benissimo. Puoi andare.»
Aprii l’armadio e scoprii che era già pieno di vestiti più o meno della mia taglia.
Rimasi interdetto per un momento, ma decisi di mettere da parte i miei dubbi. Presi una vestaglia ed entrai in bagno.
Quando uscii dopo aver fatto la doccia, Fu Huai era già nella mia stanza e stava parlando al telefono con un sorriso sulle labbra.
Stavo per andare ad asciugarmi i capelli, quando lo vidi rivolgermi un sorriso malizioso e attivare il vivavoce.
La voce di Shen Siyu si diffuse nella stanza.
[Fu Huai, cerca di contenerti un po’. Non usare metodi troppo duri. In fondo è pur sempre il signorino della famiglia Shen, almeno nominalmente. Non dovresti esagerare. Se dovesse andare a lamentarsi, sarebbe difficile rendere conto della cosa a mio padre.]
Fu Huai fece qualche passo e si fermò davanti a me. Sorridendo, mi accarezzò il viso.
Non sapevo perché, ma trattenni istintivamente il respiro.
Poi lo sentii rispondere con tono pigro al telefono: «Signorino Shen, dopotutto è tuo fratello. È proprio necessario essere così spietato?»
Shen Siyu sogghignò.
[Fratello? Io non ho un fratello del genere. Come può essere così disgustoso da desiderare il proprio fratello?]
Fu Huai sollevò un sopracciglio. Le sue dita fredde sfiorarono l’angolo dei miei occhi, poi si posarono delicatamente sulle mie labbra.
Allungò la voce con aria scherzosa: «Ehi, non dire cose così pesanti. Il nostro adorato Tingting sembra sul punto di piangere, sai?~»
Shen Siyu si interruppe.
[Xie Tingbai? Mi sta ascoltando?]
Fu Huai mantenne quel suo tono impertinente.
«Già. Perciò adesso devo prima consolarlo. Riattacco.»
Senza la minima esitazione, chiuse la chiamata. Poi mi tolse l’asciugacapelli dalle mani irrigidite e mi prese il viso, sorridendo.
«Hai sentito? Persino tuo fratello non ti vuole più.»
…Non c’era bisogno che me lo ricordassi.
«Piccolo muso imbronciato… Che ne dici di restare con me? Shen Siyu non ti tratta bene. Io, invece, potrei trattarti bene. Che ne pensi?»
Ma perché vuole portarmi via così apertamente?
Vedendo che tenevo la testa bassa senza rispondere, sospirò impotente.
«Come mai? Il piccolo muso imbronciato è diventato anche un piccolo muto?»
A parole non smetteva di prendermi in giro, ma intanto mi stava già asciugando i capelli.
I suoi movimenti erano molto delicati. Nel calore dell’aria tiepida, cominciai gradualmente ad assopirmi.
La mia mente, però, continuava a chiedersi quali metodi avrebbe usato per educarmi.
Mi avrebbe picchiato? Oppure avrebbe escogitato qualche… metodo ancora più eccessivo?
Dopotutto, la sua reputazione era quella che era…
In ogni caso, forse sarebbe stato comunque meglio di Shen Siyu.
Le due frasi, «Ma quanto sei disgustoso?» e «Non hai un minimo di vergogna?», continuavano ad alternarsi nella mia testa. Senza rendermene conto, aggrottai la fronte e scossi energicamente il capo, cercando di liberarmi da quelle parole piene di cattiveria.
Fu Huai mi sostenne il mento, costringendomi a sollevare la testa.
«Ehi, non sono ancora asciutti. Non muoverti a caso.»
Le sue mani erano fredde e, ogni volta che mi toccava, avevo sempre l’impressione che un serpente velenoso mi si stesse avvolgendo intorno al corpo. Perciò non osai più muovermi.
Lui rise e mi accarezzò di nuovo i capelli. «Bravo.»
Proprio in quel momento, il telefono che avevo lasciato sul comodino cominciò a squillare.
Sul display lampeggiava una parola: “Ge”.
Fu Huai alzò lo sguardo. «Tingting, vuoi rispondere?»
Guardai il telefono che continuava a vibrare e scossi la testa. «No.»
Il giorno prima mi aveva dato del disgustoso davanti a così tante persone… Non volevo umiliarmi un’altra volta.
Fu Huai rise di nuovo, mi accarezzò i capelli e spense l’asciugacapelli.
«Bravo.»
Ma perché continuava a ridere?
Il telefono sul comodino finalmente smise di squillare, ma poco dopo ricominciò a vibrare.
Questa volta era mia madre.
Fu Huai gli diede un’occhiata. «Questa volta vuoi rispondere?»
Sì, volevo.
Avevo appena risposto alla chiamata quando sentii la voce disperata di mia madre.
[Xiaobai, come hai potuto dire quelle cose a tuo fratello?!]
Strinsi il telefono tra le mani e, per un momento, non seppi come reagire.
Mia madre continuò: [Se ti comporti così, come pensi che potrò vivere nella famiglia Shen? Cosa penserà di te lo zio Shen? E cosa penserà di me? Per il momento non tornare a casa. Rimani fuori e cerca di calmarti. Quando tuo fratello si sarà tranquillizzato, ricordati di tornare a chiedergli scusa. Non prendertela con la mamma, lo faccio per il tuo bene.]
All’improvviso fui travolto da un impulso.
Volevo chiederle: Sai che mio fratello mi ha già ceduto a qualcun altro? Ti sei mai davvero preoccupata per me?
Ma quando alzai la testa e vidi l’espressione improvvisamente cupa di Fu Huai, riattaccai istintivamente.
Poi gli chiesi: «Tu… che cosa hai?»
Fu Huai scosse la testa, mi prese nuovamente il viso e lo osservò attentamente da una parte e dall’altra.
Mi aggrappai nervosamente alle lenzuola, chiedendomi se avesse già deciso come “educarmi”.
Alla fine, però, tornò a indossare il suo solito sorriso.
«C’è ancora qualcosa a cui non riesci a rinunciare?»
Scossi la testa. «Non voglio tornare.»
Mio fratello e mia madre, le due persone che un tempo avevo considerato più importanti al mondo: uno mi aveva ceduto a quell’uomo, l’altra mi aveva detto di non tornare a casa.
Avevo sopportato tutto per dieci anni. Ero stato sfacciato una sola volta, proprio il giorno in cui avevo compiuto diciotto anni, e quello era stato il risultato.
Non osavo più disobbedire.
Fu Huai sembrò soddisfatto. Mi lasciò andare il viso, aprì il cassetto del comodino e ne tirò fuori un braccialetto.
Me lo infilò al polso.
«Allora sistemati per bene a casa di Fu Huai-ge, tesoro. Non preoccuparti. Se nella famiglia Shen nessuno si prende cura di te, ci sono io. Ci penserà Fu Huai a coccolarti.»
Abbassai la testa e scoprii che al braccialetto che mi aveva messo al polso era appeso un piccolo amuleto portafortuna a forma di lucchetto della longevità.
Continuai a giocherellare con il piccolo lucchetto, poi gli rivolsi finalmente la domanda che mi tormentava. «Shen Siyu mi ha già ceduto a te. Che cosa hai intenzione di farmi?»
Fu Huai sbatté un paio di volte le palpebre, poi sorrise con aria furba. «Ah, già… E tu che cosa vorresti che ti facessi?»
Come se fosse una cosa che potessi decidere io!
Eppure, quando vidi i suoi occhi da volpe socchiusi per il sorriso, fui improvvisamente assalito da una strana sensazione.
Era come se, davanti a lui, potessi permettermi di essere un po’ più sfacciato.
Così mi feci coraggio e dissi: «Puoi picchiarmi o rimettermi in riga come preferisci, ma voglio poter dormire e mangiare a sufficienza.»
Dopotutto, nella famiglia Shen ero sempre stato costretto ad adeguarmi agli orari di Shen Siyu e alle regole di comportamento della famiglia. Inoltre, a causa della forte pressione scolastica, era passato molto tempo dall’ultima volta che avevo potuto mangiare o dormire davvero bene.
«Una richiesta così semplice?» Assunse un’espressione delusa. «A quanto pare la famiglia Shen ti ha trattato davvero male, Tingting.» Allungò una mano e mi spinse delicatamente sul letto, poi mi coprì con la coperta. «Allora Tingting, per prima cosa dormi. Vado a farmi una doccia e poi vengo a farti compagnia.»
Afferrai la coperta e lo guardai entrare in fretta in bagno, completamente sbalordito.
Ma questo non sembra affatto il dissoluto che, secondo le voci, si diverte con ogni genere di gioco!
Quando uscì dal bagno, però, tutte le mie preoccupazioni e le mie ansie vennero completamente dimenticate. Rimasi a fissargli il petto senza riuscire a distogliere lo sguardo.
Il motivo era semplice: Fu Huai era davvero… molto muscoloso. Sì.
La vestaglia con la cintura lasciava scoperta la scollatura e, alla vista, il mio respiro si fermò per un istante.
Accorgendosi che continuavo a fissarlo, Fu Huai abbassò lo sguardo sul proprio corpo, poi sorrise e mi diede un colpetto sulla fronte. «Sei proprio un piccolo pervertito.»
Mi coprii la fronte, turbato dal suo atteggiamento insolitamente affettuoso.
Questo demonio non è forse un po’ troppo in confidenza con me?
Tuttavia, Fu Huai non mi lasciò molto tempo per riflettere. Si sdraiò accanto a me e tirò metà della coperta sopra di sé.
«Il mio corpo è piuttosto freddo. Temo proprio che dovrò disturbare Tingting e chiedergli di scaldarmi un po’~»
Poi, senza darmi il tempo di reagire, mi attirò tra le sue braccia, facendomi appoggiare proprio all’altezza del suo cuore.
…Pazienza. Tanto, se me lo offre, perché non approfittarne?
Appoggiai il viso sul petto di Fu Huai, ascoltai il battito regolare del suo cuore e lentamente mi addormentai.
Nei giorni successivi, Fu Huai non mi fece nulla. Ogni giorno si limitava a ordinare al maggiordomo di prepararmi tre pasti abbondanti e, ogni sera, mi stringeva tra le braccia e mi cullava finché non mi addormentavo.
Durante quei giorni, né Shen Siyu né mia madre mi telefonarono più.
Senza più alcuna preoccupazione, mangiai e bevvi a mio piacimento. Incredibilmente, presi persino qualche chilo.
Dopo essermi pesato, rimasi a fissare pensieroso la frutta che il maggiordomo aveva portato per il mio spuntino notturno.
Ma questa sarebbe la sua educazione… oppure mi sta semplicemente allevando come un maiale?
Decisi che, quando Fu Huai fosse tornato, gli avrei chiesto spiegazioni.
Quella sera, però, tornò a casa ubriaco.
Appena entrato, inciampò e finì sul divano, chiamandomi con voce impastata. «Tingting…»
Ad accompagnarlo c’era un giovane dall’aspetto pulito e delicato. Si grattò la testa con un certo imbarazzo. «Il signorino Fu ha partecipato a una cena di lavoro stasera e ha bevuto parecchio. Il signorino Shen mi ha chiesto di accompagnarlo a casa.»
Gli lanciai un’occhiata, poi guardai l’ora. «Grazie per averlo accompagnato. Le previsioni dicono che stanotte ci sarà un forte temporale, quindi ti conviene tornare a casa presto.»
Mentre parlavo, presi il telefono. «Qui è difficile trovare un taxi. Ti aiuto a contattare un autista.»
Il giovane mi rivolse uno sguardo riconoscente. «Grazie!»
I suoi occhi passarono sul braccialetto che portavo al polso, poi si spostarono su Fu Huai, sdraiato sul divano.
Alla fine disse sottovoce: «In realtà… signore, il signorino Fu è una brava persona.»
Rimasi perplesso. «Cosa?»
Il giovane si morse leggermente il labbro. «In realtà, il signorino Fu porta spesso via le persone che, a causa delle difficoltà familiari, sono costrette a fare compagnia agli uomini durante i banchetti e a bere con loro. Ci aiuta economicamente, permettendoci di imparare un mestiere e trovare un lavoro onesto… Solo che, dopo essere stati portati via da lui, noi non torniamo più in quei posti. Così, quello che si è diffuso è che… il signorino Fu si diverte con ogni genere di gioco e che tutti quei ragazzi che porta via non fanno più ritorno.»
Indicò nuovamente il braccialetto con il lucchetto della longevità che portavo al polso. «Qualche anno fa ho visto il signorino Fu disegnare il progetto di questo braccialetto. Quel lucchetto della longevità ha un design molto particolare, perciò me lo ricordo. Immagino che l’abbia preparato per una persona a cui tiene moltissimo.»
Abbassai la testa e osservai il braccialetto al mio polso. Poi mi voltai verso Fu Huai, che nel frattempo si era addormentato sul divano.
Per un momento, la mia mente fu in subbuglio.
Quindi, tutte quelle voci che avevano rovinato la sua reputazione erano soltanto calunnie messe in giro dagli altri?
E Fu Huai aveva semplicemente lasciato che la gente lo diffamasse, senza nemmeno preoccuparsi di difendersi?
Andai in camera a prendere una coperta e la sistemai sopra Fu Huai. Poi mi sedetti accanto al divano, osservando il suo volto e i suoi occhi ancora velati dall’alcol, perso nei miei pensieri.
All’improvviso, dall’esterno arrivò il fragore di un tuono. Subito dopo, la pioggia cominciò a cadere a dirotto.
Mi spaventai. Prima ancora che potessi reagire, Fu Huai aprì improvvisamente gli occhi e mi strinse con forza tra le braccia.
Fu Huai socchiuse gli occhi annebbiati e mi fissò per un lungo momento. Poi sorrise. «Oh, ma è Tingting…»
Non feci in tempo a rispondere che il suo corpo si abbandonò su di me come se fosse privo di ossa. Il suo respiro caldo mi sfiorò il collo.
«Tingting… fuori sta piovendo. Hai freddo? Vieni, Ge ha un po’ freddo. Lascia che ti abbracci…»
Dicendo così, mi attirò tra le sue braccia e cominciò a lasciarmi un bacio dopo l’altro sulla fronte.
La mia mano si posò inconsapevolmente sul suo petto e non riuscii a trattenere una piccola stretta.
Lui emise un gemito sommesso, come se avesse improvvisamente capito qualcosa. Poi cambiò la posizione in cui mi teneva, facendo in modo che il mio viso fosse ancora più vicino al suo cuore.
Ma che cosa gli prende?
Fu Huai, però, si limitò a sbottonarsi la camicia e ad avvicinarsi ancora di più.
«A Tingting piace questo punto? Se piace a Tingting, allora va bene~ Ge si è allenato così tanto proprio per Tingting…»
Ma quanto ha bevuto Fu Huai?
Con il viso appoggiato sul suo petto, sentii il battito del suo cuore. Alla fine non riuscii più a trattenermi e gli diedi un leggero morso.
Fu Huai rise sottovoce, stringendomi ancora più forte. Poi abbassò la voce: «Ge ha un po’ freddo. Stanotte potresti scaldarmi tu, Tingting?»
Inopportunamente, mi tornò in mente la frase di Shen Siyu: «Quanto sei disgustoso?»
Allentai la presa e sollevai la testa per chiedergli: «Tu… mi troveresti disgustoso?»
Fu Huai sbatté un paio di volte le palpebre e mi strinse ancora di più. «Come potrebbe Tingting essere disgustoso? Tingting è il tesoro più prezioso di Ge.»
Quando sentii quelle parole, gli occhi mi si riempirono improvvisamente di lacrime. Nascosi il viso contro il suo petto. «Allora… proviamoci.»
Fu Huai mi sollevò improvvisamente tra le braccia e si diresse verso il piano superiore. I suoi passi erano incredibilmente stabili, per niente simili a quelli di una persona ubriaca.
Rimasi sbalordito.
«Prima stavi fingendo?!»
Fu Huai soffocò una risata. «Come potrei aver finto, tesoro? È semplicemente perché mi piaci.»
Entrò in camera e mi adagiò sul letto. Mi guardò con dolcezza, gli occhi da volpe pieni di un sorriso compiaciuto per il suo piano riuscito.
«Altrimenti, chissà quanto avrebbe dovuto aspettare ancora Ge.»
Non mi aspettavo che, un secondo dopo, avrei sollevato la mano con il braccialetto per fermargli il viso.
«Visto che ormai sei tornato sobrio, spiegami una cosa. Perché hai cominciato a progettare questo braccialetto già qualche anno fa? E perché ti sei comportato così bene con me?»
Fu Huai rimase interdetto, poi sorrise amaramente. Mosse leggermente il bacino. «Tesoro, Tingting, dovevi proprio tirare fuori i vecchi conti in questo momento?»
Sentii il suo peso e le guance mi si scaldarono, ma mi ostinai a rispondere: «Sì. Assolutamente.»
Fu Huai scosse la testa, impotente. «A quanto pare, dopo essere stato con me, hai sviluppato anche un bel caratterino.»
Si girò e si sdraiò accanto a me. Mi afferrò per la vita e mi fece sedere sulle sue gambe. Solo allora cominciò a raccontare.
«In realtà, all’inizio volevo soltanto far dispetto a Shen Siyu. Dieci anni fa, quando diventasti suo fratello, lui era furioso. Continuava a ripeterci ogni giorno che, se qualcuno di noi avesse stretto amicizia con te, avrebbe smesso di considerarci suoi amici.»
Mentre parlava, Fu Huai emise una risatina.
«A quel tempo io e Shen Siyu eravamo acerrimi nemici, quindi naturalmente non avevo alcuna intenzione di ascoltarlo. Così venni a cercarti. E fu allora che scoprii che ti stavano maltrattando. Non sarò una persona particolarmente virtuosa, ma almeno non mi piace prendermela con i più deboli. Perciò ti aiutai ad allontanare quelle persone e li avvertii di non azzardarsi più a tormentarti.»
Allungò una mano e mi accarezzò il viso. Il suo sguardo era pieno di nostalgia.
«Allora eri così obbediente. Sapevi soltanto dire sottovoce “grazie” e “scusa”. Non eri nemmeno capace di reagire. Non avrei mai immaginato che, dopo averti protetto a scuola, una volta tornato a casa saresti finito di nuovo nelle grinfie di quei parenti fuori di testa della famiglia Shen… Shen Siyu, invece, alla fine si è ricordato di avere una coscienza e ha deciso di difenderti. Ehi, non dirmi che adesso ti intenerisci per lui? Quello che ha seguito tutta la tua crescita sono stato io! Ti ho visto passare da un paffuto bambino di otto anni a quello che sei oggi!»
«Sì, sì, certo. È tutto merito tuo. Tranquillo, non mi sono intenerito.»
La mia risposta fu piuttosto sbrigativa, ma lui sembrò comunque soddisfatto. Si sdraiò nuovamente.
«Ecco, così va bene. Comunque, all’inizio quello che provavo per te era probabilmente il normale affetto di un fratello per il proprio fratellino. Ma quando scoprii che avevi scritto di nascosto una lettera d’amore alla ragazza più bella della classe, mi arrabbiai moltissimo. Così escogitai un piccolo stratagemma per impedirti di consegnarle la lettera. Fu proprio allora che mi resi conto che i miei sentimenti nei tuoi confronti erano cambiati.»
Fu Huai mi strinse delicatamente una guancia, sorridendo.
«Dissi a Shen Siyu che, quando avessi compiuto diciotto anni, se non avessi ancora avuto una relazione, avrei voluto provare a frequentarti. Ma quel bastardo non fu d’accordo. Mi picchiò e mi disse di non azzardarmi a pensare a te, perché eri suo fratello.»
Fu Huai arricciò le labbra. «Parlava tanto bene, ma io pensavo che almeno sarebbe stato capace di prendersi cura di te. E invece guarda come ti ha ridotto la famiglia Shen: un povero piccolo infelice.»
Mi strinse la vita e mi rivolse un sorriso compiaciuto, come se volesse prendersi il merito.
«Vedi? Non sono forse io quello che ti ha cresciuto meglio? Adesso mangi bene, hai anche un bel caratterino e sei persino capace di metterti a cavalcioni su di me per fare i capricci.»
Ma non sei stato tu a chiedermi di mettermi a cavalcioni su di te?
«E adesso che abbiamo finito con le confessioni, che cosa ne pensa il mio caro Tingting?»
Fu Huai mi tenne tra le braccia e si mise seduto, guardandomi seriamente.
Mi accorsi che la mano che mi teneva per la vita era leggermente rigida. Così sollevai la testa e lo guardai dritto negli occhi.
«Penso che potremmo frequentarci e vedere come va.»
Fu Huai sorrise. I suoi occhi da volpe brillavano. Affondò il viso nell’incavo del mio collo e vi strofinò la guancia.
«Va benissimo! Farò sicuramente in modo che Tingting sia soddisfatto!» Poi aggiunse: «Quindi adesso possiamo riprendere quello che non abbiamo finito prima?»
«…Va bene.»
Ottenuto il mio permesso, Fu Huai cominciò immediatamente a darsi da fare.
I suoi movimenti erano troppo impetuosi. Cercai di resistere ancora e ancora, ma alla fine non riuscii più a trattenermi. Quando mi strinse nuovamente tra le braccia, spalancai la bocca e lo morsi con forza.
Lui emise un gemito soffocato, abbassò lo sguardo e osservò il punto in cui l’avevo morso.
«Tingting lascia proprio un bel segno rotondo. Continua pure.»
Persi ogni forza e ricaddi sul letto, sprofondando nelle coperte. Chiusi gli occhi, completamente rassegnato alla mia sorte.
Va bene, mi arrendo. Non posso competere con lui.
Accorgendosi che gli stavo dando corda, Fu Huai sorrise, mi sollevò tra le braccia e ci fece rotolare sul letto.
«Continua, Tingting. Ge ha tanto freddo. Solo tu… puoi scaldarmi.»
***
Il giorno dopo, ero sdraiato sul letto e osservavo i segni sul braccio. Non riuscii a trattenermi e diedi uno schiaffo sul petto di Fu Huai.
«Ma sei un cane? Perché continui a mordermi?!»
Fu Huai era sdraiato accanto a me e sorrideva con gli occhi da volpe socchiusi.
Guardai il suo sorriso innocente e alla fine fui io a cedere. Addolcii il tono. «La prossima volta non farlo.»
Fu Huai si lanciò improvvisamente su di me. «Allora facciamo subito la “prossima volta”!»
«Ehi!»
Che errore! Anche le volpi appartengono alla categoria degli animali da compagnia simili ai cani!
***
Fu così che io e Fu Huai ci mettemmo insieme. Non avvisai Shen Siyu e non lo dissi nemmeno a mia madre.
Fu Huai mi teneva tra le braccia, seduto sul letto mentre leggeva un libro. Con tono pigro, disse: «I familiari che non sono importanti si possono semplicemente buttare via.»
Annuii.
«Hai ragione.»
Mi accarezzò i capelli.
«A proposito, ultimamente la famiglia Shen si è ritrovata coinvolta in alcuni problemi. Shen Siyu è troppo occupato a occuparsi dei propri affari, quindi probabilmente per un po’ non avrà tempo di preoccuparsi di te.»
Ma proprio quando si parla del diavolo… Il mio telefono, rimasto in silenzio per tanto tempo, cominciò improvvisamente a squillare. Sullo schermo lampeggiava: “Ge”.
Fu Huai sollevò un sopracciglio. «Tesoro, non hai ancora cambiato il nome in rubrica? Ge è geloso.»
Distolsi lo sguardo e, all’improvviso, sentii un leggero dolore alla vita. «Rispondi tu.»
Anch’io volevo sapere che cosa avesse da dirmi Shen Siyu a quell’ora della notte.
Fu Huai prese immediatamente il mio telefono e rispose. «Pronto?»
Dall’altra parte, la voce di Shen Siyu si interruppe per un istante.
[Fu Huai? Perché hai risposto tu? Dov’è Tingting?]
«Ehi, amico mio.» Fu Huai si appoggiò allo schienale della sedia con aria rilassata. «Sei stato tu a consegnarmi Tingting. Adesso che telefoni al mio ragazzo nel cuore della notte, non ti sembra un po’ inappropriato?»
Dall’altra parte non arrivò alcuna risposta per molto tempo.
Solo dopo un lungo silenzio sentii Shen Siyu parlare a fatica, con voce spezzata: [Non ti avevo chiesto di educarlo per bene e di fargli passare quella sua disgustosa inclinazione? Tu… come hai potuto… Fu Huai, come hai osato?!]
Fu Huai rimase perfettamente tranquillo.
«Signorino Shen, mi pare di averti già detto qualche anno fa che, quando Tingting fosse diventato maggiorenne, se lui fosse stato d’accordo, avrei voluto provare a frequentarlo.»
Shen Siyu rimase ammutolito, come un’anatra a cui qualcuno avesse improvvisamente stretto il collo.
Fu Huai continuò: «Durante la festa di compleanno di Tingting, lo hai umiliato davanti a tutti, accusandolo di essere disgustoso. Tingting ci è rimasto male e per questo è venuto via con me. Non mi sembra affatto una cosa irragionevole, no? Ormai è adulto e ha la capacità di assumersi la responsabilità delle proprie azioni.»
Annuii e, stringendo la mano di Fu Huai, avvicinai la bocca al telefono.
«Shen Siyu, sono stato io a voler provare a frequentare Fu Huai.»
La voce di Shen Siyu si fece rauca e faticosa.
[Tingting, come fai a essere sicuro che Fu Huai sia davvero una brava persona? Torna a casa. Torna nella famiglia Shen, torna da tuo fratello. Va bene?]
Risposi seriamente: «Ge, è passato così tanto tempo e porto ancora il cognome Xie. Non ti sei mai chiesto il perché?… I parenti della famiglia Shen non vogliono accettarmi. Perciò ho deciso di non andare più a infastidirli con la mia presenza… E poi, anche se la persona giusta per me non fosse Fu Huai, di certo non saresti tu, Ge.»
Shen Siyu rimase completamente senza parole.
Quando mi accorsi che non rispondeva da parecchio tempo, riattaccai.
Non appena terminai la chiamata, Fu Huai gettò il telefono da una parte. Mi abbracciò e mi baciò con una certa urgenza.
Il bacio mi fece girare la testa. Allungai le mani per spingerlo via.
«Ehi, lasciami! Non riesco a respirare!»
Solo allora si raddrizzò. Mi asciugò l’angolo della bocca e mi abbracciò, sorridendo.
«Sono così felice, Tingting! Hai scelto me.»
Sentii le guance diventare bollenti e gli spinsi via il viso, che si stava avvicinando nuovamente al mio.
«Te l’ho già detto: voglio soltanto provare a frequentarti!»
«Tranquillo, ti garantisco la massima soddisfazione! Nessun reso, nessun rimborso!»
Fu Huai rise e si lasciò cadere sul letto. Poi, come se si fosse ricordato improvvisamente di qualcosa, si rimise seduto.
«Ah, mio padre ha detto che vorrebbe conoscerti. Domani ti porto nella vecchia residenza a incontrarlo?»
Rimasi interdetto e non potei fare a meno di sentirmi un po’ nervoso.
«P-posso davvero?»
Fu Huai sorrise, mi prese la mano e giocherellò con il braccialetto che portavo al polso.
«Non preoccuparti, andrà sicuramente bene. Mio padre è una persona molto ragionevole.»
«Allora… va bene.»
***
Il giorno dopo, Fu Huai mi sistemò per bene e poi mi accompagnò fuori dalla villa.
Appena alzai la testa, vidi Shen Siyu e mia madre in piedi davanti all’ingresso. Sembravano aspettare con ansia.
Solo quando uscii si rilassarono un po’. Mi chiamarono con urgenza, facendomi cenno di avvicinarmi.
Fu Huai inclinò la testa e mi rivolse il suo solito sorriso. «Tingting, vuoi andare a parlare con loro?»
Esitai per un momento, poi annuii. «Prima o poi dobbiamo mettere fine a questa storia.»
Fu Huai sorrise e annuì con decisione. «Va bene. Allora ti accompagnerò, Tingting.»
«D’accordo.»
Shen Siyu vide il braccio di Fu Huai avvolto intorno alla mia vita e assunse un’espressione terribile.
Mia madre, invece, non appena mi vide insieme a Fu Huai, sembrò illuminarsi. Il suo volto, che pareva invecchiato di dieci anni, tornò improvvisamente pieno di speranza.
«Xiaobai, adesso che stai insieme al signorino Fu, sicuramente non hai più intenzioni inappropriate nei confronti di tuo fratello, vero? Sbrigati, sbrigati a chiedergli scusa! Poi supplica il signorino Fu di salvare la nostra famiglia!»
Aggrottai la fronte.
Anche se pensavo di essermi ormai abituato a quel genere di cose, sentire mia madre parlare in quel modo mi fece comunque molto male.
La guardai dritta negli occhi e le rivolsi, parola per parola, una domanda che desideravo farle da moltissimo tempo.
«Mamma, ti sei mai davvero preoccupata per me? Perché non mi chiedi nemmeno come sono stato in questi giorni? Perché, invece, continui a ripetermi di chiedere scusa a Shen Siyu e di supplicare Fu Huai affinché salvi la famiglia Shen?»
Mia madre rimase interdetta. Anche la mano che stringeva il cancello di ferro battuto si allentò.
Abbassai la testa.
Anche se avevo già accettato quella realtà da molto tempo, pronunciare quelle parole una dopo l’altra continuava a farmi soffrire.
«Perché non mi chiedi quale errore abbia commesso per meritarmi di essere cacciato da Shen Siyu e di non poter tornare a casa per più di un mese? La mia residenza anagrafica non è nemmeno registrata nella famiglia Shen. La famiglia Shen non mi ha mai permesso di occuparmi degli affari di famiglia. Come potrei mai chiedere a Fu Huai di intervenire?»
Il braccio di Fu Huai intorno alla mia vita si strinse leggermente. Si girò verso di me. Le sue dita fredde mi sfiorarono l’angolo degli occhi, poi si posarono delicatamente sulle mie labbra.
Così rimasi docilmente in silenzio.
Fu Huai rivolse uno sguardo freddo a Shen Siyu e a mia madre. «Shen Siyu, Tingting adesso è il mio compagno. Non è più il fratellino che puoi deridere e comandare a tuo piacimento. La prossima volta sarebbe meglio che tu ricordassi quale sia il tuo posto.» Poi aggiunse: «Devo ancora accompagnare Tingting a conoscere la mia famiglia. Perdonatemi, ma non posso intrattenermi oltre.»
Quando sentì quelle parole, il volto di Shen Siyu diventò immediatamente pallido come un lenzuolo.
Gli lanciai un’occhiata, poi mi voltai silenziosamente verso Fu Huai e dissi sottovoce: «Andiamo a far visita a tuo padre.»
Fu Huai abbassò la voce. «Va bene.»
L’autista aveva già portato l’automobile davanti all’ingresso.
Senza più prestare attenzione ai membri della famiglia Shen, salimmo in macchina e ce ne andammo.
Durante il tragitto, mi appoggiai tra le braccia di Fu Huai.
Pensando che fossi di cattivo umore, mi accarezzò la schiena e disse a bassa voce: «Tingting, non essere triste. Mio padre è una persona molto ragionevole. Mi prenderò cura di te come si deve.»
Allontanai silenziosamente il suo braccio e girai il viso dall’altra parte. «Non darmi pacche sulla schiena, Fu Huai. Mi viene un po’ di nausea in macchina…»
***
Come aveva detto Fu Huai, il signor Fu era davvero una brava persona.
Non sembrò affatto contrariato dal fatto che suo figlio avesse un fidanzato. Al contrario, quando notò il pallore del mio viso, mi domandò premurosamente: «Xiao Ting si sente poco bene? Vuoi salire al piano di sopra e riposarti un po’?»
Stringevo tra le mani una tazza di tè caldo e cercai di rivolgergli un sorriso. «Sto bene, zio Fu. Mi viene soltanto un po’ di nausea in macchina. Mi basterà riposare qualche minuto.»
Il signor Fu sorrise gentilmente. «Ah, soffri il mal d’auto? Allora la prossima volta manderò un autista della vecchia residenza a prenderti. In effetti, l’autista di Fu Huai non guida in modo molto stabile.»
Fu Huai protestò immediatamente: «Ehi, papà! Prendere in giro me posso anche accettarlo, ma perché devi prendertela pure con il mio autista? Non dimenticare che sei stato proprio tu a mandarmelo dalla vecchia residenza!»
Il signor Fu rimase senza parole. Gli lanciò un’occhiataccia e riprese a bere il tè.
Fu Huai, dopo aver avuto la meglio nello scambio di battute, si avvicinò a me in modo appiccicoso e cominciò a chiedermi un abbraccio.
Sorrisi, sollevai la mano con il braccialetto del lucchetto della longevità e gli diedi qualche colpetto.
«Va bene, va bene.»
Era proprio bello poter stare così, seduto a bere il tè insieme alla persona amata e alla propria famiglia.


